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Il nove luglio 2010 è stato approvato dal Consiglio Comunale di Puegango del Garda il piano attuativo relativo al McDonald’s che sarà aperto alla Raffa.
Non starò qui a ripetere la mia contrarietà a questo progetto. L’ho già espressa più e più volte.
Non starò qui a ripetere la delusione umana e professionale che provo quando guardo in faccia quei rappresentanti di Istituzioni che si dichiarano contrari al progetto e sono al contempo incapaci di predere una posizione pubblica appellandosi a questioni di opportunità.
Non starò pou qui a ripetere la mia delusione verso quei rappresentanti di Istituzioni che si riempiono la bocca di temi come la “tutela e promozione del territorio” e poi si dicono favorevoli a questo progetto. E quando parlo di questo progetto intendo questo progetto con tutti i problemi urbanistici e di posizione strategica che comporta non al McDonald’s come attività commerciale!
E’ inutile che io ripeta quanto mi ha deluso il Sindaco di San Felice che sul tema non ha saputo dire nemmeno una parola e non si è degnato (nuovamente) di rispondere alla mia lettera aperta a lui destinata.
Non ripeterò nulla di quanto sopra (tanto ve lo siete già riletto!)
Voglio solo farti notare che durante la discussione in Consiglio Comunale, che citavo all’inizio, erano presenti solamente 5 consiglieri su 13. Risultano assenti 8 consiglieri. Esatto hai letto bene: durante il Consiglio Comunale erano più i consiglieri assenti che quelli presenti.
Tuttavia il Sindaco, ritenendo che è “stato ingigantito un problema, già risolto in altri paesi“, ha proceduto con illustrazione delle osservazioni presentate e poi alla votazione. Sia chiaro tutto questo è legittimo secondo la legge ma mi chiedo quanto sia corretto nei confronti dei cittadini.
Due note:
- il Sindaco parla di “un problema” ingigantito quindi qualcosa che non va evidentemente c’è.
- mancavano all’appello praticamente tutti i consiglieri in quota Lega Nord. Un caso?
Come contromossa assieme al PD di Puegnago avevamo presentato la richiesta di occupazione suolo pubblico al Comune di Manerba che è confinante con Puegnago proprio nell’area del futuro McDonald’s. L’idea era quella di proiettare gratuitamente il film Focaccia Blues. Abbiamo ricevuto una risposta negativa. Questa la motivazione: ” Tale scelta è legata a motivi di opportunità inerenti la natura strettamente politica della manifestazione. Si ritiene infatti che tali eventi debbano rimanere circoscritti all’interno del territorio di competenza del Partito che li organizza, stante lo stretto legame con la realtà politica locale.“
Legittimo ma assurdo. Manerba è interessata al progetto visto che pubblicamente più volte si è fatto riferimento ai parcheggi disponibili proprio in territorio manerbese. Ci sarebbero altre considerazioni da fare su questa risposta ma oggi sono proprio disgustato da questa politica provvinciale. Solite cose…
Mi limito solo a rilevare che la Giunta di Manerba è composta da PD e Lega e allora mi chiedo…perchè la domanda non la presenta il PD di Manerba o la sezione della LEGA?
ps. non pensare che mi dichiari sconfitto!
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l Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica organizza un Presidio contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia Mercoledì 4 agosto dalle ore 17 a Milano di fronte al Pirellone (via F. Filzi) Per chiedere alla Giunta della Regione Lombardia di NON approvare il progetto di legge (che dovrebbe essere discusso il prossimo 5 agosto), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi che, di fatto, obbliga a cedere ai privati la gestione dei servizi legati all’acqua.
Il rischio è che l’acqua di tutta la Lombardia finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all’avanguardia a livello europeo.
Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che lo scorso 19 luglio, a sostegno del Referendum per l’abrogazione del Decreto Ronchi, sono state consegnate in Cassazione 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila raccolte nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org), a dimostrazione che i cittadini non vogliono la privatizzazione dell’acqua.
Inoltre in Lombardia, negli scorsi anni, si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell’acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006, ottenendone la cancellazione e la sostituzione con una nuova legge che reintroduceva la possibilità dell’affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche. Invitiamo tutti a continuare la mailbombing alla Giunta Regionale che ha già intasato le email degli assessori con 1.500 messaggi !
In questo articolo de La Repubblica una dimostrazione di come i privati vogliano entrare nella gestione dell’acqua
Fonte: Bresciapoint.it
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Poco prima delle elezioni regionali del 2009 il PD di Salò aveva presentato una mozione contro la privatizzazione dell’Acqua. Quella mozione non è passata.
Dopo pochi mesi ci ha riprovato Fabio Frassoni del Gruppo “Cittadini per Salò“. Fabio ha presentato una nuova mozione accompagnata da un lavoro di cesello politico. Fabio è riuscito a mettere d’accordo tutti. Maggioranza di destra e minoranza di centrosinistra. La mozione, grazie al suo personale impegno, è passata con voto unanime. Bravo Fabio!
La mozione puoi scaricarla qui.
Ho deciso di scrivere ai consiglieri di minoranza di San Felice del Benaco proponendo di presentare anche nel nostro comune la stessa mozione. Se accetteranno di presentarla ho pensato di chiedere al Sindaco di videoriprendere la seduta del Consiglio Comunale.
Ti terrò aggiornato.
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In questi giorni stiamo rischiando la prima estesa contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina – che sarebbe assolutamente illegale – di mais transgenico in un campo in Friuli, nel Comune di Fanna (Pn). Lo scorso 10 luglio il terreno “sospetto” è stato posto sotto sequestro, ma la Procura di Pordenone, invece di intervenire d’urgenza, si è presa un mese di tempo per la verifica delle analisi e la stesura della perizia.
Aspettare agosto è assurdo! Le analisi molecolari per l’ accertamento della presenza di OGM sui campioni – che sono già stati prelevati da tempo – non richiedono più di tre giorni! Ormai quel mais è in fase avanzata di maturazione: ancora pochi giorni e queste piante produrranno il loro polline, che si disperderà in ambiente e darà il via a una contaminazione difficilmente arrestabile.
Non possiamo star fermi a guardare! Per questo ti invitiamo a scrivere insieme a Greenpeace e a tutta la Task Force per un’Italia Libera dagli OGM al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella sua funzione di Garante delle norme e della loro applicazione, chiediamo al nostro Presidente di intervenire con urgenza sulla Procura di Pordenone per scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche.
Se come noi, vuoi impedire che gli OGM contaminino l’ambiente e l’agricoltura, invia anche tu la lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
LINK PER SCRIVERE AL PRESIDENTE > http://www.greenpeace.it/community/presidente/scrivi-al-presidente.html
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foto des56 (sxc.hu)
Nella mattinata di ieri, i rappresentanti dei Movimenti per l’acqua pubblica si sono ritrovati a Piazza Navona per festeggiare insieme la consegna alla Consulta di oltre un milione di firme raccolte per la campagna referendaria.
«Questo percorso – afferma in una nota il comitato Bresciano -, iniziato circa tre mesi fa, ha comportato lo sforzo di centinaia di persone che si sono mobilitate in tutta Italia.
Entusiasmante raccontare questa avventura che comitati, in tutti i territori d’Italia, da Nord a Sud, uomini e donne hanno messo in piedi, in un apparato organizzativo così serio, fatto di sforzi, di quotidianità ed impegno, per costruire un modello di democrazia, al di là delle strutture e sovrastrutture classiche della politica, per il proprio territorio, per i propri diritti e per il proprio futuro. Per il futuro di tutti i cittadini!
Raccolta firme
Sono state oltre 1.400.000 a livello nazionale le firme raccolte e certificate e consegnate alla Consulta: di queste 235.000 della Lombardia. Brescia è tra le aree che hanno sorpreso di più: con un obiettivo di 15.900, la raccolta ha superato quota 44.000. Grande e fortemente emblematica il risultato della Valle Camonica che ha contribuito con oltre 12.000.
Garda e Valsabbia
Buona la raccolta anche la zona del Garda, un po’ meno, per ragioni organizzative, nella zona della Valle Sabbia. «Buoni risultati li abbiamo ottenuti in centri come Sirmione e Desenzano, dove abbiamo avuto il sostegno anche del Pd – spiega Mariano Mazzacani del Comitato “L’acqua di Prevalle” che ha coordinato la racconta nella zona –. Buoni riscontri anche a Gargnano, San Felice del Benaco, Salò. Nella città benacense sono state organizzate più iniziative da diverse organizzazioni, raccogliendo più di mille firme».
Banchetti di raccolta sono stati organizzati anche a Prevalle (400 firme), Paitone, Gavardo (500), Villanuova, Odolo e anche Bagolino ha ottenuto buoni risultati. «È rimasta un po’ scoperta la zona centrale della Valle Sabbia, dove abbiamo riscontrato difficoltà a trovare contatti».
«Dobbiamo dire che la mossa del comitato nazionale di non coinvolgere in prima persona i partiti è stata vincente, in questo modo la raccolta è stata trasversale».
Del comitato hanno fatto parte diverse formazioni di vario orientamento culturale, unite però nel difendere il valore pubblico dell’acqua: il fronte cattolico, quello ambientalista, dei consumatori, dei movimenti per l’acqua, ai quali hanno dato supporto organizzativo i sindacati e anche i partiti come il Pd e altri della sinistra.
All’atto pratico ciò ha consentito a molti consiglieri comunali di offrire la propria disponibilità per la certificazione delle firme.
«A Prevalle, ad esempio – prosegue Mazzacani –, la campagna referendaria ha avuto il sostegno sia della maggioranza di centrodestra sia dell’opposizione di centrosinistra, con il voto unanime del consiglio comunale alla proposta dell’opposizione a sostegno del referendum».
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Egr. sig. Sindaco,
ho ancora nelle orecchie le sue parole quando, dai banchi dell’opposizione, invitava la maggioranza a far pressione sulla Provincia e sul Comune di Puegnago del Garda affinché il nostro Comune potesse visionare i progetti della rotonda su via Nazionale per via Serraglie. Lo scopo era quello di intervenire, anche economicamente, perché il risultato finale dei lavori fosse esteticamente valido. Secondo il suo pensiero ciò era fondamentale in quanto quello era il vero ingresso verso il nostro Comune per tutte quelle migliaia di turisti provenienti da Desenzano e destinate a San Felice.
Ricordo il suo accalorato invito a far posizionare, in prossimità della rotonda ed eventualmente a spese della comunità sanfeliciana, un cartello che chiarisse che da lì si entrava a San Felice del Benaco.
Bene, Lei ora è Sindaco da oltre un anno e vengo a chiederle: Dov’è quel cartello di benvenuto? Alla luce del cantiere che ora c’è in prossimità di quella rotonda, ha chiesto al Comune di Puegnago di poter visionare i progetti affinché l’intervento sia il meno impattante possibile?
Ma sopratutto le chiedo: E’ soddisfatto che ora all’ingresso del nostro comune ci sarà una bella M gialla assimilando, ancor di più, questo tratto di strada alle migliori periferie metropolitane?
Quella che vede sotto è ciò che quest’anno migliaia di turisti, con destinazione San Felice, si sono ritrovati davanti.
La prego di comunicare quali azioni ha intrapreso o intende intraprendere in merito alla questione.
Buon Lavoro.
Simone Zuin
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Son passati nove anni ma sembra ieri.
Quel sabato e quella domenica del luglio 2001 non possono essere dimenticate.
Orgogliosamente non dimentico: io c’ero!
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Qualcuno lo vuole spiegare a questo signore che il “popolo delle agende rosse” nulla ha a che fare con il libretto rosso di Mao?
Provo pena e pietà…
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“Sarò come Napoleone” queste, secondo Il Foglio, le parole di Zaia (Presidente della Regione Veneto) mentre parla ai suoi dell’autonoma Repubblica della Serenissima.
Ma Napoleone non era quello che ha distrutto la Serenissima?
Scolta Xaia, faghe far el Veneto a quei veri. Se no studia un poco de storia che la te fa ben! Viva Venexia!
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E’ proprio vero, non ci capisco proprio più niente.
A Soiano la sinistra chiede di uscire dall’Unione dei Comuni ma il sindaco di destra dice di no. A San Felice la destra esce dall’Unione mentre la “sinistra” dice di no. Il Presidente dell’Unione è del PD, altri sindaci sono di Destra.
Ma per una volta, una volta sola mi dite qual’è la linea della destra e qual’è la linea della sinistra sull’Unione dei Comuni della Valtenesi?
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Da leggere assolutamente questo articolo comparso oggi su Bresciapoint.it
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Leggo su ecoblog.it
Quattrocento tessere distribuite in quindici giorni: ad Aci Bonaccorsi, comune di tremila anime in provincia di Catania, sembra funzionare l’idea della casa dell’acqua comunale. I cittadini, infatti, hanno aderito in massa all’iniziativa.
La casa dell’acqua è un punto di distribuzione gratuita dell’acqua. I cittadini dotati della tessera, gratuita, possono prelevare fino a 40 litri di acqua da bere alla settimana tra naturale e frizzante (fredda o a temperatura ambiente) portandosi da casa la bottiglia.
Io scrissi al Sindaco, già a dicembre 2009, di attivare il “punto acqua” per cui, tra l’altro, avevamo ottenuto i fondi dalla Provincia. Fondi molto probabilmente ormai persi.
Il Sindaco, a quella lettera, non si è mai nemmeno degnato di rispondere.
Gli altri vanno avanti e noi rimaniamo al palo. Lo è stato con le borsine in polietilene, lo è stato con la mozione dell’acqua lo è ancora con il punto acqua. Quello che conta, a San Felice, è avere le aiuole sistemate con tanto di bel cartello pubblicitario.
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mucca padana (foto Thoursie - sxc.hu)
Latte “nero”, tasse scaricate sugli “altri”: quando la Lega mette le mani in tasca agli italiani
Latte “nero”, nero di evasione fiscale e contributiva, nero per decenni. E due miliardi e settecento milioni di euro di tasse fatti pagare agli “altri”, a tutti i contribuenti italiani che non fanno gli allevatori e non si sono avvalsi della protezione “padana”. Prima di affidarsi alla noia e all’indifferenza quando si leggono o si ascoltano le due paroline “quote latte”, è utile e istruttivo conoscerne la storia, una storia che ha “messo le mani in tasca agli italiani”, mani leghiste.
A nome di tutta la Lega ancora il 12 luglio 2010 Sebastiano Fogliato, membro della Commissione agricoltura della Camera, così la raccontava e metteva: “Preferisco che i miei figli bevano il latte della Bassa o del Piemonte, piuttosto che il latte lituano”. E come si fa a dargli torto? I bambini, il latte di casa, il lituano invasore…Messa così non c’è gara tra gli allevatori che non vogliono sottomettersi alle “diavolerie europee” e si rifiutano di pagare “multe” solo per aver fatto il loro lavoro, anzi la loro missione di mungere e imbottigliare. Ma se Fogliato, il leghista Fogliato, avesse detto: “Preferisco che come succede da venti anni e passa siano gli altri italiani a pagare al posto degli allevatori, preferisco che i padani se la cavino, che venga loro condonato ogni imbroglio a spese del fisco”, allora diversa sarebbe la reazione della pubblica opinione. Se avesse detto così, avrebbe detto la verità, la verità scritta senza ombra di dubbio nei fatti e nei numeri.
.. continue reading ..
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“Grandi società pronte a spartirsi la Lombardia”. Il Sole24 Ore non ha dubbi e mercoledì 7 luglio dedicava l’apertura del suo inserto lombardo alla caccia alle concessioni in monopolio dei servizi idrici. Secondo le indiscrezioni del quotidiano degli industriali in pole position ci sarebbero Acea (che sta già provando ad inserirsi a Cremona), Hera, Iren (nata dalla fusione di Iride ed Enìa) e poi le francesi Veolia e Suez, le spagnole Acciona e Aqualia e l’inglese Severn Trent. Le prede più ambite, neanche a dirlo, Milano e la sua Provincia, più Monza. Secondo Il Sole grazie al decreto Ronchi, tutto filerebbe liscio: gare dal 2010, nuova legge regionale (perché con l’abolizione delle autorità d’ambito bisogna riassegnare le competenze), affidamento della scelta del gestore in concessione da parte delle Province (i Comuni cancellati). Non solo. Verrebbe anche rilanciato il “modello lombardo”, già bocciato dalla Corte Costituzionale nel novembre 2009, perché sottraeva allo Stato e alle competenze fondamentali dei Comuni la decisione finale sull’organizzazione di un servizio pubblico locale fondamentale. La legge regionale lombarda, contro cui si erano appellati 144 Comuni di ogni colore politico, prevedeva infatti l’obbligo di separazione tra reti ed erogazioni: le reti a un’azienda patrimoniale pubblica che doveva garantire gli investimenti, l’erogazione, la manutenzione e la depurazione (dove ci sono i migliori margini di profitto) a gara con l’entrata dei privati. Un modello che piace tantissimo ai liberalizzatori ma pessimo per i difensori del bene comune – forse il più pericoloso – perché regala i rubinetti e le bollette a chi fa “industria”, sganciato da perdite, responsabilità delle reti, obbiettivi di risparmio, carattere universale del servizio ecc.
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Il collegio presieduto dal giudice Alda Vanoni ha letto, quindi, la sentenza, che lascia la Lombardia al suo governatore.
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Il MoVimento 5 Stelle Lombardia il 20 maggio 2010, ha depositato ricorso contro l’elezione di Roberto Formigoni al Tribunale di Milano – Sezione Civile
Giovedì 8 luglio alle ore 11.00 avrà luogo la prima udienza di fronte alla II sezione Civile del Tribunale di Milano.
Al termine dell’udienza, dopo essersi ritirati in camera di consiglio per decidere, DEVONO emettere la sentenza.
Perderemo anche questa, di certo. Almeno qualcuno ci ha provato!
Un pò di note dal sito del Movimento:
Il ricorso è stato depositato presso il Tribunale di Milano, sezione civile, e richiede la decadenza della nomina a Presidente della Regione Lombardia di Roberto Formigoni in quanto eletto per la quarta volta consecutiva in aperta violazione della legge 165/2004 che prevede l’ineleggibilità per chi ha già svolto due mandati elettorali. Dopo le elezioni hanno provato a varare una legge interpretativa, l’ennesima legge interpretativa, per aggiungere che la sua efficacia non è retroattiva.
Hanno inserito un emendamento nella legge di conversione del decreto salvaliste, ma è stato bocciato dal Parlamento, un moto di orgoglio, un senso di vergogna forse, no semplici giochi politici all’interno della maggioranza. Successivamente, il 15 aprile, è stata approvata la legge di conversione del decreto legge salva liste senza quell’emendamento, pertanto non esiste alcun provvedimento che possa salvare Formigoni ed Errani.
Si, perché anche Vasco Errani in Emilia Romagna è ineleggibile per le stesse motivazioni, e per questo motivo il PD è stato in silenzio, ha dormito in tutta questa campagna elettorale. La legge è chiara: è ineleggibile chi ha svolto due mandati elettorali, e quindi immediatamente applicabile.
A chi obietta che per applicare quella norma la Regione avrebbe dovuto promulgare la propria legge elettorale regionale recependola, noi rispondiamo che c’è un palese conflitto di interessi (ormai normalità in questo paese), il Presidente della Giunta che dovrebbe promulgare questa legge è lo stesso che da questa legge subirebbe la dichiarazione di ineleggibilità.
Paradossalmente, ma forse non troppo, se questa legge non venisse mai promulgata in Regione Lombardia, Formigoni potrebbe ricandidarsi a vita, eludendo volutamente una precisa prescrizione statale.
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