Comune



26 ago 10

Quelle che ti propongo qui di seguito sono le osservazioni presentate dall’Associazione “San Felice più felice” al PGT del Comune di San Felice del Benaco.

Egregio signor Sindaco
di San Felice del Benaco
dott. Paolo Rosa

Oggetto: Osservazioni al Piano di Governo del Territorio

L’Associazione “San Felice più felice” intende dare il suo contributo critico alla realizzazione del Piano di Governo del Territorio con le note e le riflessioni che seguono.
Esse sono ovviamente relative a quanto è dato oggi di conoscere e cioè, oltre a quanto udito nelle due serate sul Pgt di aprile e di giugno, il “Documento di scoping della Valutazione ambientale strategica” reso pubblico alla fine di aprile.
L’Associazione si riserva di integrare queste osservazioni quando saranno pubblicati il Documento di Piano, il Piano dei Servizi e delle Regole e quindi il Pgt proposto sarà più compiutamente analizzabile.
Qui di seguito premettiamo a una critica sulle singole scelte proposte (Servizi e spostamento della sede comunale, singoli Piani attuativi) alcune considerazioni di carattere generale sull’offerta di servizi pubblici al cittadino, sul reperimento delle risorse e sul consumo di territorio.

La nostra Associazione ha tra i suoi principali scopi quello di contrastare il procedere dell’urbanizzazione del territorio comunale.
Non può quindi considerare positivamente un Pgt che ancora, per finanziare i servizi che a torto o ragione ritiene necessari ed anche quote rilevanti delle spese correnti, ricorre pesantemente al potere dei Sindaci di conferire valore ai terreni dei privati permettendone l’edificabilità.
Appare sempre più evidente che il problema centrale che si presenta oggi a un amministratore è quello di un’analisi seria di ciò che veramente manca alla comunità residente in termini di servizi e di un progetto serio di reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione di tali servizi.

Chiediamo a questo riguardo che sia reso noto ufficialmente a quanto ammontino le spese necessarie per realizzare i vari servizi previsti nel Pgt e il trasferimento della sede comunale, e con quali risorse si prevede di finanziare il tutto con un  dettaglio che renda le scelte valutabili dai cittadini.

In anni di diminuzione dei trasferimenti delle risorse dal centro alla periferia amministrativa, crediamo che per le Amministrazioni pubbliche sia doveroso promuovere una cultura della sobrietà, non assecondando una presunta generica richiesta di “cose fatte” (leggi piani attuativi o metri cubi di cemento) da mettere poi sul piatto della prossima campagna elettorale, ma sostenendo politiche di buona manutenzione di ciò che di pubblico già esiste.

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21 lug 10

Egr. sig. Sindaco,

ho ancora nelle orecchie le sue parole quando, dai banchi dell’opposizione, invitava la maggioranza a far pressione sulla Provincia e sul Comune di Puegnago del Garda affinché il nostro Comune potesse visionare i progetti della rotonda su via Nazionale per via Serraglie. Lo scopo era quello di intervenire, anche economicamente, perché il risultato finale dei lavori fosse esteticamente valido. Secondo il suo pensiero ciò era fondamentale in quanto quello era il vero ingresso verso il nostro Comune per tutte quelle migliaia di turisti provenienti da Desenzano e destinate a San Felice.

Ricordo il suo accalorato invito a far posizionare, in prossimità della rotonda ed eventualmente a spese della comunità sanfeliciana,  un cartello che chiarisse che da lì si entrava a San Felice del Benaco.

Bene, Lei ora è Sindaco da oltre un anno e vengo a chiederle: Dov’è quel cartello di benvenuto? Alla luce del cantiere che ora c’è in prossimità di quella rotonda, ha chiesto al Comune di Puegnago di poter visionare i progetti affinché l’intervento sia il meno impattante possibile?

Ma sopratutto le chiedo: E’ soddisfatto che ora all’ingresso del nostro comune ci sarà una bella M gialla assimilando, ancor di più,  questo tratto di strada alle migliori periferie metropolitane?

Quella che vede sotto è ciò che quest’anno migliaia di turisti, con destinazione San Felice, si sono ritrovati davanti.

La prego di comunicare quali azioni ha intrapreso o intende intraprendere in merito alla questione.

Buon Lavoro.

Simone Zuin


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19 lug 10

E’ proprio vero,  non ci capisco proprio più niente.
A Soiano la sinistra chiede di uscire dall’Unione dei Comuni ma il sindaco di destra dice di no. A San Felice la destra esce dall’Unione mentre la “sinistra” dice di no. Il Presidente dell’Unione è del PD, altri sindaci sono di Destra.
Ma per una volta, una volta sola mi dite qual’è la linea della destra e qual’è la linea della sinistra sull’Unione dei Comuni della Valtenesi?


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29 giu 10

Corriere della Sera – 9 Giugno 2010 – Pg. 12

Un antico paesino gardesano «ristrutturato» con garbo, ma solo a misura di weekend
Poesie, ombre e seconde case Il paese che ha perso l’ anima
L’ antico borgo di Cisano, «laboratorio di solitudini e asocialità»

CISANO (Brescia) – C’ era una volta la chiesa, la scuola, il bar, l’ osteria della Cia. La chiesa apre soltanto la domenica, quando il parroco di San Felice del Benaco viene a dir messa. La scuola è chiusa, definitivamente. La Cia è morta e i suoi figli lavorano in fabbrica dalle parti del lago. Il bar eliminato perché «la movida» infastidiva la gente. Gli abitanti erano 250 e in poco meno di trent’ anni sono quasi diventati la metà e il fatto che vadano via via diminuendo è motivo di soddisfazione. «Quello che in questo paese interessa è starsene in pace e il più possibilmente da soli», interviene l’ architetto Vittorio Florioli, che è nato e lavora nella casa paterna, ma appena può scappa: «È come se quella piastra d’ acqua che si vede più sotto si fosse portata via l’ anima di Cisano, infettandolo di una malattia trasversale: il ritirarsi, il rinchiudersi, il non condividere…». A mezza costa sul lago di Garda fra Desenzano e Salò, affondato tra gli ulivi e le viti in un rarefatto silenzio, Cisano appare infatti come nitida tela di metafisica dechirichiana: da un momento all’ altro, potrebbe levarsi da terra e andare altrove. «Non ce n’ è bisogno» sussurra con un mezzo sorriso il transfuga Dario Pace, che sei anni fa ha lasciato Brescia per abitare il seicentesco palazzo Brunati: solenne scalone, volte a vela, affreschi gonfi e pomposi, dove un architetto di grido gli ha ricavato un appartamento ripetutamente finito sulle più raffinate riviste di «interni»: muri e divani candidi, cucina di ferro anticato, ante scorrevoli riscaldate da garze che simulano le nervature del legno, mobili come sculture e sculture trovate fra anticaglie preziose: «l’ altrove è qui». La famiglia Pace sta bene isolata: «anche perché, con i mezzi di oggi, le comunicazioni sono facili e a portata di mano».

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29 giu 10

foto straymuse - sxc.hu

A volte ti vengono date delle notizie che per l’assurdità delle stesse rimani basito.

Mi è capitato una cosa simile qualche giorno fa quanto il Consigliere Moris Crescini mi raccontava di quanto accaduto durante il Consiglio Comunale del 30 marzo 2010.

All’ordine del giorno c’erano due mozioni che riguardavano la privatizzazione dell’acqua: una presentata dal Consigliere Bruno Bordignon e l’altra dal Consigliere Ambrogio Florioli.

Quella di Ambrogio è quella presentata dai consiglieri del PD in tutti i comuni del Garda Bresciano.

Questa mozione la conosco bene in quanto l’avevo scritta io poi è stata leggermente modificata dal circolo di Salò del PD ed in modo particolare da Gianpaolo Comini.

Le due mozioni (Florioli – Bordignon) sono comunque molto simili per i contenuti e chiedevano (sintetizzando) di:

  1. riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano,universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
  2. confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato;
  3. riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica

La maggioranza ha votato contro e a quanto mi è stato riferito da Moris la motivazione è stata che le mozioni potevano essere intese come un attacco contro il Governo centrale.

Nel dettaglio: Crescini, Florioli, Bordignon e Marsiletti a favore,  Lancini astenuto, resto della maggiranza voto contrario.

Quindi esiste il buon senso e l’azione del Governo Berlusconi. A San Felice il secondo è più importante del primo. Ne prendiamo atto.

Non nego che la notizia mi ha spiazzato. Ero tranquillo sul fatto che le mozioni sarebbero passate tranquillamente. Tanto tranqullo che non ritenevo necessario essere presente in consiglio. La mia tranquillità tovava fondamento su un semplice fatto: l’attuale sindaco si era espresso contro la privatizzazione. Solo pochi anni fa (siamo a febbraio 2007) l’attuale Sindaco Paolo Rosa, allora consigliere di opposizione, aveva votato contro l’entrata nell’ATO. Entrata tra l’altro obbligatoria per legge. Ora si rifiuta di votare due mozioni di buon senso solo per non “scontentare” il Governo centrale. Questo dovrebbe già dirti molto sul governo del nostro Comune.

Mi chiedo quale credibilità possa avere un politico che muta opinione a seconda di dove siede.

Moniga ha votato a favore così come Padenghe che, credo, abbia già modificato lo statuto comunale. Salò ha votato contro. Lascio a te le conclusioni.

Tanto per completare il quadro ti ricordo che sul tema avevo scritto al sindaco e agli amministratori e ad alcune associazioni nonchè ai membri del commissione statuto. Se escludiamo i consiglieri di minoranza, il Comitato Acqua Benaco e San Felice più Felice, nessuno ha risposto all’appello. Anche questo dovrebbe essere fonte di riflessione.


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4 mag 10

foto straymuse (sxc.hu)

SAN FELICE. Nomina in Giunta, con polemica
Un tecnico «esterno» assessore all’Ecologia

Bresciaoggi, Martedì 04 Maggio 2010
PROVINCIA,
pagina 21

Si è allargata la squadra di Paolo Rosa, sindaco di San Felice. A quella presentata dopo le elezioni si è aggiunto Gianlorenzo Bozzetti, classe 1952, che è il nuovo assessore esterno con delega all’Ecologia.
«Ho ritenuto di avvalermi di un altro collaboratore – ha detto il primo cittadino nella seduta consiliare di fine aprile – per la validità di questa persona, messasi a disposizione per il tema ecologia».
Critiche dall’opposizione: «Se fossi stato in maggioranza – ha detto Moris Crescini – non sarei stato felicissimo di vedere uno esterno passarmi davanti come assessore», accusando i consiglieri di maggioranza di essere come le «belle statuine».
La replica: «La maggioranza – ha risposto Rosa – si impegna in riunioni, assemblee e presenza sul territorio. Un nuovo assessore è una ricchezza in più per la comunità».
Anche Gianluigi Marsiletti, ex sindaco e oggi consigliere di minoranza, nel dare il benvenuto al neoassessore Bozzetti lo ha definito un «Illustre sconosciuto, però con la maiuscola».E.GR.


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28 apr 10

Dal 1 al 16 maggio su iniziativa della nostra associazione San Felice più felice e grazie al Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda, sarà eccezionalmente a San Felice del Benaco presso il Palazzo Ex Monte di Pietà la grande mostra aerofotografica del Lago di Garda, con anche immagini aeree in particolare di San Felice.

La mostra sarà aperta nei seguenti orari:
da lunedì a venerdì 9-12 e 15-19
sabato e domenica 9-22.

Inaugurazione giovedì 29 aprile alle ore 18.30 con aperitivo territoriale.

La mostra prevede un percorso che, partendo dalle prime foto dell’800, giunge fino ai giorni nostri.
Il Garda con il suo entroterra verrà approfondito e declinato, con l’aiuto di pannelli esplicativi, in dieci temi relativi agli aspetti storici, naturalistici, paesaggistici e urbanistici.

Sarà possibile osservare il territorio con tre diverse visuali:

la prima è quella normale ad altezza d’uomo,
la seconda è la percezione piatta che si acquisisce attraverso le ortofoto, come in una visione satellitare,
la terza è l’immagine a 45° gradi che mette in rilievo i volumi ed i colori dei paesaggi.

Una spettacolare grande immagine calpestabile del Lago di Garda verrà posizionata nella piazza antistante la chiesa e “condurrà” il visitatore all’interno della mostra.


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23 apr 10

foto AD-Passion (sxc.hu)

foto AD-Passion (sxc.hu)

Ormai sull’Acqua di San Felice non vale la pena scrivere nulla. C’è Maurizio che è diventato l’organo ufficiale d’informazione acquifera (?) quindi leggiti li tutte le info che cerchi.

Vale la pena però leggere attentamente questo articolo (sempre dal sito di Maurizio) e in modo particolare la “preghiera” al Sindaco:

Paolo, ti prego, non fare come lo scorso anno, in qualità di responsabile della salute pubblica datti subito da fare e rendi noto alla cittadinanza cosa sta succedendo, le analisi e gli interventi in atto.

poi leggiti questo articolo del Giornale di Brescia in modo particolare dove viene scritto:

Il sindaco di San Felice, Paolo Rosa, rimane irreperibile per tutta la giornata, la gente del luogo non sa dove prelevare informazioni certe

Che dire?

Come nel giugno 2009 i cittadini sono lasciati allo sbando. Nulla è cambiato e nulla è servito quanto già accaduto.  Credo sia giunta l’ora che il Sindaco prenda atto che forse qualche problema c’è, ed è la sua gestione di questo Comune sulle cose che contano.

Per ora abbiamo visto molta propaganda, molte asseblee pubbliche ed inaugurazioni inutili o promozionali di attività non frutto del lavoro di questa Amministrazione , poca capacità (incapacità?) nella gestione delle cose che contano e qualche bella aiuola.

Ma le aiuole non fanno primavera.


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16 apr 10

Dal 17 al 24 aprile si svolgerà in tutta Italia la Settimana “Porta La Sporta”.  Per questa occasione mezzo Paese si sta mobilitando. Amministrazioni illuminate aderiscono e mettono al bando le borsine in polietilene.  Basta dare un’occhiata al sito ufficiale dell’iniziativa per rendersi conto che c’è un’Italia che va avanti.

Per una che va avanti ecco subito una che va indietro. O meglio, che non va avanti.

Come ho avuto modo di anticipare in un precedente post il Comune di San Felice del Benaco ha deciso di non appoggiare il progetto “Do Spurtine” presentato il 31 agosto 2009 dall’Associazione San Felice più Felice. Nel progetto si prevedeva la messa al bando, nel territorio comunale, delle borsine in polietilene e la loro sostituzione con quelle in Mater-bi.

Sembrava un gioco da ragazzi: I principali commercianti d’accordo con il progetto, il tutto era economicamente sostenibile dalle parti interessati. Il progetto è stato poi integrato con una interessante aggiunta che prevedeva l’uso, oltre alle borse in eco-plastica, di sportine in cotone (anche queste “approvate” dai principali commercianti di San Felice).

Bastava solo la delibera che però non è venuta. Diciamo che dopo sette mesi di attesa ci si aspettava qualcosa in più. Vabbè staremo con le nostre sportine in polietilene. Che male vuoi che facciano?


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30 gen 10

Si è svolta ieri a S. Felice del Benaco l’attesa assemblea indetta dal Comitato Acqua Benaco, nel corso della quale il comitato ha presentato il risultato di sei mesi di lavoro e studi sull’epidemia verificatasi nel giugno-luglio del 2009.

La serata si è aperta con il resoconto della partecipazione al VII workshop Nazionale Enter-net Italia, relativo alle infezioni trasmesse da alimenti ed acqua: dai lavori presentati a questo congresso in merito all’epidemia di San Felice (oltre a quello del Comitato, quello dell’Istituto Superiore di Sanità e quello dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia) è emersa chiaramente la stretta correlazione individuata dal mondo scientifico, unanimemente concorde, tra consumo di acqua municipale infetta ed insorgenza dell’epidemia. Partendo da questo legame di causa-effetto tra l’assunzione di acqua contaminata e la diffusione dell’epidemia, riconosciuto a livello nazionale dalla comunità scientifica ma tutt’oggi dubbio secondo i responsabili di Garda Uno, ha preso il via l’intervento della Dott.ssa Lorenzotti, infettivologa presso l’ospedale di Cremona. La Dott.ssa ha presentato prima una serie di dati,  riportati dalla  recente letteratura medica,  relativi alla provata correlazione tra infezione da Norovirus e sindrome dell’intestino sensibile, mentre nella seconda parte del suo intervento ha preso in considerazione la significatività di eventuali correlazioni tra la suddetta infezione ed altre patologie intestinali.

Le problematiche mediche verranno peraltro approfondite dal Prof. Lanzini docente di gastroenterologia presso l’Università di Medicina di Brescia, che sta eseguendo uno studio sull’epidemia ed i suoi possibili postumi,  in occasione dell’incontro appositamente  organizzato dal Comitato per il 04/02/2010 presso l’ex Monte di Pietà di San Felice.

Il tecnico del comitato, Ing. Niederjaufner, ha iniziato con  una panoramica  sulle principali  leggi che regolano la costruzione e la gestione degli acquedotti. Successivamente sono state presentate alcune considerazioni tecniche sull’acquedotto di San Felice. Importante sottolineare come tutte le osservazioni esposte siano scaturite da un attento esame della documentazione ufficiale fornita da ASL a seguito dell’istanza d’accesso inoltrata dal Comitato il 12/10/2009: infatti da parte di Garda Uno e del Comune di San Felice è stata purtroppo negata al Comitato la possibilità sia di aver accesso ad informazioni dirette, sia di poter visitare l’impianto di depurazione dell’acquedotto .

Dai documenti ufficiali ASL emergono chiaramente ed incontrovertibilmente le carenze strutturali e gestionali che hanno causato la disastrosa epidemia della scorsa estate. 

Sono inoltre risultate evidenti alcune dissonanze maggiori che riguardano principalmente lo stato attuale dell’impianto,  l’atteggiamento dell’ente gestore nei confronti degli organi ufficiali (ASL, AATO, Comune) e loro relative prescrizioni, e la gestione, talvolta apparentemente superficiale, della rete idrica.

Per esempio è stato interessante  sapere che se l’acquedotto di San Felice avesse avuto una “fase di disinfezione finale” come prevista dalle normative vigenti, molto probabilmente  l’epidemia non si sarebbe verificata. Un’altra notizia che ha colpito i partecipanti è stata quella che  nel “Piano di controllo interno dei civici acquedotti” inviato da Garda Uno ad ASL ed annualmente aggiornato e previsto per legge, l’acquedotto di San Felice è totalmente assente. Sconcertante è stato sapere che le prescrizioni impartite da ASL nell’agosto 2009 non sono state ancora completamente ottemperate da Garda Uno. I presenti si sono chiesti se quanto è accaduto sette mesi fa potrebbe ripetersi, ed hanno guardato  con grande preoccupazione alla prossima stagione estiva. Quantomeno bizzarro infine apprendere che l’innovativo progetto di ristrutturazione del civico acquedotto presentato due sere prima nel corso di una pubblica assemblea dal Sindaco Dott. Paolo Rosa, risale in realtà al 2008: tale progetto inoltre, secondo il tecnico, non ha caratteristiche di straordinarietà ma è semplicemente quanto dovrebbe essere normalmente garantito per legge come livello di “minima diligenza”. E’ quindi risultato evidente come, con una spesa contenuta sarebbe possibile attuare (in tempi relativamente rapidi) interventi minimi ma fondamentali per garantire la sicurezza dell’acqua erogata: la corretta installazione e taratura di un dispositivo che garantisca l’operazione di disinfezione finale e della strumentazione ad esso correlata, nonché l’installazione di filtri a carbone attivo.

L’ultimo intervento della serata è stato tenuto dal Sig. Mazzacani, del comitato “Acqua di Prevalle” ed ha avuto per tema la privatizzazione dell’acqua.  Partendo dalla definizione dell’importanza dell’acqua come bene essenziale alla vita umana, il relatore è passato all’analisi di alcuni concetti economici semplici: libero mercato, concorrenza, monopolio, per arrivare a parlare della svolta legislativa attuale, della organizzazione del servizio idrico integrato e dei riflessi che il forte processo di privatizzazione in atto oggi potrà avere in futuro sulle tariffe e sulla gestione dell’acqua.

Il Comitato, a conclusione della serata, ha ricordato l’importante appuntamento di Giovedì 04 Febbraio, presso la sala consiliare dell’ex Monte di Pietà di San Felice: all’incontro intitolato "Gastroenteriti acute di comunità: domande e risposte"; interverranno il Prof. A. Lanzini, la Dott.ssa B. Zanini, la Dott.ssa C. Ricci e la Dott.ssa F. Bandera.


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8 gen 10

Ti propongo una lettera dell’Ing. Angelo Esposito pubblicata sul Bresciaoggi del 6 gennaio 2009.

Quanto scritto dall’Ing. Esposito rispecchia perfettamente il sentire comune.
Ci sono solo quattro domande che vorrei fare al Sindaco di San Felice, Paolo Rosa. Domande che richiedono una risposta che non può essere "c’è la magistratura che indaga" in quanto sarebbe … una semplice bugia:
1) Quali sono le cause dell’inquinamento dell’acquedotto civico?
2) Quali sono state le prescrizioni che l’ASL ha imposto al Gestore Garda Uno per superare i problemi di inquinamento riscontrati?
3) Le prescrizioni dell’ASL sono state, ad oggi, tutte attuate dal Gestore?
4) Il Sindaco sta costantemente monitorando la situazione e la qualità dell’acqua?

ACQUA E SALUTE
Perchè su S.Felice resta il mistero?

Mercoledì 06 Gennaio 2010 – LETTERE – pagina 45

Spero che anche qualcuno che non abita nel Gardesano ricordi la vicenda dell’inquinamento da fonte biologica dell’acquedotto del Comune di San Felice del Benaco, verificatosi la scorsa estate ed esploso in forma virulenta ed epidemica da circa metà giugno (cioè oltre sei mesi fa). Quasi tutti i residenti e molti turisti sono rimasti intossicati e la natura dell’inquinamento è stata estremamente pericolosa, tant’è che, a detta di alcuni medici, può provocare anche la celiachia. Non si tratta quindi di uno scherzo di poco conto.
Da allora, non sono mai state fornite alla popolazione le risposte alle più che legittime domande rivolte a più riprese e in forme diverse, da cittadini, dal Comitato Acqua Benaco e da Consiglieri Comunali. Ci si trincera dietro la comoda e patetica scusa che è in corso un’indagine da parte della magistratura e quindi non possono essere rilasciate dichiarazioni.
Capisco che Garda Uno sia una Spa di alcuni Comuni del Garda e che il suo Presidente sia un Sindaco di uno dei Comuni consorziati e quindi sia difficile per qualunque Sindaco, indipendentemente dal suo colore politico, mettersi contro la Società, ma bisogna anche tenere ben presente che un Sindaco è la massima autorità locale in tema di sanità e che dovrebbe avere a cuore, innanzitutto, il benessere dei propri amministrati. La salute fisica ne fa certamente parte, ma ne fa parte anche il benessere psicologico che, nel caso specifico, non può che derivare da una informazione corretta, completa, tempestiva e credibile.
Poiché invece è mancata e manca del tutto qualunque informazione concreta, se si eccettua l’ordinanza con cui l’acqua è stata dichiarata nuovamente potabile, non si può che pensare che il comportamento di tutti gli Enti coinvolti non sia stato e non sia per nulla adeguato alla emergenza della situazione.
A tutt’oggi non risulta siano stati effettuati interventi risolutivi atti a prevenire nel futuro, anche prossimo, forme analoghe di inquinamento, forse solamente sopite.
Si apprende invece dalla stampa che Garda Uno ha in programma investimenti negli acquedotti di Gargnano, Salò, Gardone e Manerba. E a S. Felice è stato fatto qualcosa?
Nel frattempo, l’Università degli Studi di Brescia, Cattedra di Gastroenterologia, Spedali Civili di Brescia, ha meritoriamente avviato un monitoraggio su base campionaria sulla popolazione del Comune della durata di sei mesi. Ma a questo siamo ridotti? A cavie da laboratorio su cui studiare gli effetti? Ma le cause, qualcuno le ha individuate e, soprattutto, le ha rimosse?
Le domande sono sempre le stesse: "quali sono i fatti che hanno portato all’inquinamento biologico dell’acquedotto? "Quali interventi tecnico – impiantistici sono stati adottati per rimuoverne in via definitiva le cause, per prevenire il ripetersi del fenomeno e per monitorare efficacemente la qualità dell’acqua? "Quali altri interventi, anche di tipo amministrativo/organizzativo sono stati adottati?
Per quanto riguarda il passato, la magistratura faccia il suo corso e individui responsabilità penali, se ce ne sono, ma ciò non esime gli Enti responsabili coinvolti a tutti i livelli, in particolare: Comune, Asl, Garda Uno, a fornire adeguate, pubbliche e certe garanzie per il presente e per il futuro, che non si possono che basare sulle risposte alle domande sopra elencate.
L’acqua potabile è un bene essenziale irrinunciabile e non possono sussistere dubbi di sorta sulla sua potabilità.
Io e la mia famiglia – e non solo – nel dubbio, stiamo continuando a usare acqua minerale per lavarci i denti e per bollire vivande. Mi risulta che stia proliferando la vendita di depuratori d’acqua per impianti familiari, non so quanto efficaci contro batteri e virus. É questa la qualità del servizio che poveri utenti inermi debbono accettare?
Si discute molto in questi giorni dell’ingresso dei privati nella gestione degli acquedotti. Se il comportamento del pubblico è quello a cui stiamo assistendo, ben vengano i privati!
Ing. Angelo Esposito
 


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30 dic 09

Escono in un momento in cui si stanno vedendo risultati” – “Con l’anno nuovo arriveranno nuovi fondi”. Parola di Paolo Festa sindaco di Soiano del Lago (fonte bresciaoggi del 29/12/09). Di certo Festa non è un sindaco di Sinistra e quindi fazioso per definizione.

Tutti i comuni della Valtènesi membri dell’Unione sono in questi giorni indaffaratissimi in consigli comunali per approvare la modifica dello Statuto che permetta l’uscita del Comune di San Felice del Benaco. Questo è stato necessario in quanto l’attuale Maggioranza non ha comunicato la decisione di uscire dall’Unione nei tempi previsti dallo Statuto.

San Felice del Benaco esce quindi dall’Unione dei Comuni.
Quanto euro ci costerà questa incauta scelta del sindaco Paolo Rosa?
Solo il tempo ci porterà risposta. Certo è che il sistema dei finanziamenti nel nostro Paese tende giustamente a premiare i sistemi virtuosi che si dovrebbero eprimere nelle Unioni dei Comuni. Questo è confermato dall’ultima Finanziaria e dai sistemi di finanziamento attuati dalla Regione Lombardia.

Probabilmente il nostro Sindaco ha altri canali per ottenere i finanziamenti necessari per effettuare tutte le opere pubbliche promesse in campagna elettorale. Mi vien da pensare che questi “canali”, se esistono, non premiano il virtuosismo di una Amministrazione ma altri fattori.

L’Unione non deve però essere vista esclusivamente come un ricettacolo di denaro. Si deve necessariamente andare oltre. Bisogna avere obiettivi a medio e lungo termine. Obiettivi che portino in prima battuta alla ottimizzazione dei costi (e alla loro riduzione progressiva) all’incremento dei servizi e della loro qualità.  Forse il problema è proprio qui: la mancanza, da parte di molti amministratori,  di nuove idee e di una visione a lungo termine. Garda Uno S.p.A., Privatizzazione dell’Acqua, Gestione dei rifiuti, trasporto pubblico , Turismo : tutti in ordine sparso. L’Unione deve servire anche a questo: Voce unica su questi problemi.
In oltre se fosse vero (ma non lo è) che l’unione dei Comuni della Valtenesi non funziona, la scelta giusta non è scappare ma lavorare perché diventi efficiente. Del resto il Sindaco Paolo Rosa non dovrebbe aver difficoltà visto che la maggior parte dei comuni membri dell’Unione è retta da sindaci di Destra o a questa molto vicini. Giocherebbe in casa… e non sconfesserebbe i membri della sua stessa compagine politica, cosa che avviene con l’uscita.

Confidiamo in un ripensamento dell’ultimo minuto anche perché sono sempre più convinto che il mondo si divida non in destra o sinistra ma tra chi lavora per migliorare ottenendo risultati e chi scappa facendo gli affari suoi.  San Felice è scappato e questo non fa onore ai suoi amministratori.


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8 dic 09

Dopo aver scritto al Sindaco chiedendogli di modificare lo statuto comunale ho scritto ai consiglieri comunali di minoranza proponendo di presentare in Consiglio Comunale una mozione (di cui ho inviato loro una copia) che chieda di prendere posizione contro la recente privatizzazione dell’acqua messa in atto dal Governo e che si proceda a modificare lo Statuto Comunale con un articolo che sancisca il riconoscimento dell’acqua come “un bene comune e un diritto umano universale” e che il servizio idrico è “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali.

Ho scritto a tutti i componenti della Commissione Statuto affinchè chiedano al Sindaco di convocare la commisione per procedere alla modifica dello Statuto.

Anche il Comitato Benaco Acqua, l’Associazione San Felice più Felice e l’Associazione Tuteliamo l’ambiente ed il territorio hanno ricevuto una mia lettera in cui chiedo loro di sollecitare il Sindaco a procedere con la modifica dello statuto.

E’ importante continuare… dobbiamo fermare la privatizzazione dell’acqua!

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7 dic 09

Il 18 novembre il Comune di San Felice ha attivato le procedure per l’attivazione di variante al Piano Regolatore per modificare la destianzione di una vasta area agricola, circa 2400 metriquadri, ad area attrezzature tecnologiche.

Si tratta in pratica dell’ampliamento dell’acquedotto comunale.

Ovviamente non ho nulla da eccepire su questo. Lo ritengo un intervento importante per il nostro comune. Mi sono sorte però alcune perplessità.

L’area, prima di tutto. Stiamo parlando di un’area, quella individuata dal Garda Uno, ad alto pregio paesaggistico e ambientale. L’estensione poi non è giustificata. Duemilaquattrocento metri quadri sembrano esagerati per l’acquedotto di un singolo comune.

Dopo una richiesta di accesso agli atti e una settimana di attesa sono riuscito a vedere il progetto preliminare presentato da Garda Uno.

Da una rapida lettura sono riuscito a capire che il progetto:

  • è la prima parte di un progetto più ampio che prevede l’ interconnessione dei sistemi distributivi di più comuni
  • è destinato alla potabilizzazione dell’acqua destinata a San Felice e Salò
  • prevede un elevato incremento della popolazione di San Felice
  • non prevede una revisione della presa a lago
  • non prevede l’utilizzo di tecnologie innovative per la potabilizzazione ma si ripiega verso sistemi tradizionali. Nel progetto questa scelta viene giustificata spiegando che le prime hanno un elevato costo sia di installazione che di manutenzione.

Questi sono solo alcuni dei punti interesanti che emergono dal progetto che ho potuto visionare.

A fronte di quanto sopra ho presentato una osservazione alla variante con la speranza che l’Amministrazione la accolga almeno in parte.

Testo dell’osservazione:

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4 dic 09

Nella giornata di ieri ho consegnato al Sindaco di San Felice del Benaco la lettera che segue.

Egr. sig. Sindaco,
                            quanto accaduto al civico acquedotto nei mesi passati ha creato nella cittadinanza un forte senso di sfiducia verso l’acqua che scende dai nostri rubinetti .
A San Felice oggi è difficile trovare qualcuno che utilizzi l’acqua del rubinetto per bere. Addirittura molti utilizzano ancora l’acqua in bottiglia per cucinare, lavarsi i denti ecc.
A solo titolo informativo le allego una nota su cosa comporti l’uso dell’acqua in bottiglia.
Il silenzio che ha seguito i noti fatti è ormai assordante. Ritengo sia giunto il momento di attivarsi affinché i cittadini riprendano fiducia e ricomincino ad utilizzare tranquillamente l’acqua del rubinetto.
Con l’ordinanza n. 34 del 01.07.2009 da lei firmata è stato ripristinato l’uso dell’acqua per scopi alimentari. Con quella firma abbiamo la certezza che l’acqua è tornata ad essere potabile.
Sono certo che Lei sta costantemente vigilando che le prescrizioni dell’Asl, a suo tempo impartite al Gestore, siano applicate e costantemente mantenute.
Questo mi rassicura ma non è a mio avviso sufficiente. Le chiedo quindi un ulteriore sforzo. E’ giunta l’ora di attivare delle azioni che riportino velocemente fiducia verso l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.
Quello che le chiedo è di definire un progetto educativo, informativo e formativo sul tema acqua. Esistono sul territorio associazioni che hanno una notevole esperienza su questo tema e che in passato hanno organizzato appositi laboratori aperti ai cittadini. Laboratori che hanno visto un notevole successo di partecipazione.
Le chiedo in oltre di non indugiare oltre e far attivare quanto prima il “Punto Acqua” offerto dalla Provincia di Brescia. Come saprà il nostro Comune può già godere dell’installazione di questo servizio. Sarebbe un peccato perdere i fondi a questo destinati. Mi permetto poi di suggerirle di completare l’installazione del “Punto Acqua” con una bacheca dove affiggere i risultati delle analisi che le vengono sicuramente forniti regolarmente dal Gestore dell’acquedotto e dalle Autorità Sanitarie magari completando il tutto con analisi comparative e analisi eseguite secondo le più recenti Direttive Europee.
Questi sono piccoli passi che porteranno sicuramente un po’ di serenità. Spero vivamente lei intenda perseguire questa strada.
Buon Lavoro

 


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3 dic 09

Il Filmfestival del Garda, giunto alla sua terza edizione, che si svolgerà fra il 4 e l’8 dicembre al Cinema Teatro Cristal di Salò per le Sezioni Concorso e Fuori Concorso, presenterà una trentina di titoli provenienti da una selezione internazionale di autori alla loro opera prima e seconda.

Per i lungometraggi ; Il canto delle spose, un film scritto e diretto dalla regista Karin Albou (al suo secondo lungometraggio) con Lizzie Brocherè e Olympe Borval, una produzione francese che narra la vita di due amiche d’infanzia sedicenni nella Tunisi del 1942.

Dalla Bosnia Erzegovina arriva Snow, una coproduzione bosniaco-franco-tedesca scritta e diretta da Aida Begic e interpretata da Zana Marjanovic e Jasna Ornela Bery che mette in scena le storie di Slavno, un piccolo villaggio della Bosnia che nell’autunno del 1997 si spopola a causa della guerra. Rimangono solo le donne, un anziano e un ragazzino.

Dalla Turchia arriva Autumn, il lungometraggio di esordio di Ozcan Alper. Il regista, che firma il film anche come sceneggiatore, racconta la storia di Yusuf (Onur Saylak) che nel 1997, appena ventiduenne, fu imprigionato e condannato a dieci anni di carcere come dissidente politico. Scarcerato per motivi di salute, Yusuf torna mestamente al suo villaggio.

Dal Canada arriva Only diretto dalla coppia Simon Reynolds e Ingrid Veninger, due attori passati dietro la macchina da presa. La pellicola parla di Daniel, un ragazzino che vive nel motel gestito dai genitori nel nord dell’Ontario e vede protagonista, oltre alla co-regista, anche Jacob Switzer.

Fra i documentari questa terza edizione del FilmFestival del Garda annovera un titolo importante come 211: Anna di Giovanna Massimetti e Paolo Serbandini. Anna Politkovskaja, uccisa il 7 ottobre 2006 davanti all’ascensore di casa, è il duecentundicesimo giornalista ammazzato in Russia dal crollo dell’URSS. Il film è la storia di Anna e Aleksandr, moglie e marito, entrambi giornalisti, lui star della tv nella seconda metà degli anni ottanta e simbolo della perestrojka, lei coraggiosa e

appassionata testimone della tragedia cecena dal 1999 al 2005.

Il Filmfestival del Garda è inoltre lieto di presentare uno dei migliori esordi cinematografici degli ultimi tempi. Si tratta del primo lungometraggio del regista malese Yeo Joon Han: Sell Out!, commedia musicale incentrata sulle vicende di Eric e Rafflesia, un ingegnere e una presentatrice televisiva alle prese con le assurde richieste dei vertici della multinazionale per cui entrambi lavorano.

Il concorso dei cortometraggi propone un ampio sguardo internazionale sul panorama classico e sperimentale di questo particolare linguaggio. Sono dodici le pellicole che andranno a comporre la sezione competitiva, provenienti da Italia (Il cappellino, TV, Forte debolezza, Home), Francia (L’accouchement de Wendy), Stati Uniti (Birth, Kanisza Hill), Polonia (Light), Irlanda (Enough), Croazia (Ona koja mjeri), Svizzera (Tanz ins Glück) e Spagna (El ataque de los robots de nebulosa-5).

La sezione Fuori Concorso, ampliata rispetto alle edizioni precedenti, ha in programma la proiezione di corti e lungometraggi particolarmente significativi. Tra questi il film di apertura, A Christmas Carol di Robert Zemeckis, riproposizione in 3-D del celebre racconto natalizio di Charles Dickens. Inoltre verrà presentato The Hunt il lungometraggio d’esordio del giovane regista romano Andrea Iannone, co-finanziato dal Filmfestival del Garda e che già ha riscosso ampio successo in occasione della sua prima mondiale a Roma, un divertente e divertito film horror/splatter che dimostra tutto il talento di questo giovane filmmaker. Molto atteso anche il cortometraggio Vita da campo, di Sara Poli, prodotto dall’associazione culturale nonsolo8marzo, che regala un punto di vista femminile sulla tragedia del terremoto dell’Aquila.

Trova spazio nella sezione, prova dell’attenzione nei confronti dei più disparati linguaggi cinematografici, Watershed, video sperimentale di Graziano Staino tra Philip K. Dick e i mistici medievali, accompagnato dalle musiche di Alessandro Stefana leader dei Gauno Padano e chitarrista di fiducia di Vinicio Capossela.

Uno degli eventi di maggior interesse di questa terza edizione è la proiezione, come evento speciale e film di chiusura del Festival, de La faccia della terra, progetto legato alla figura del grande musicista Vinicio Capossela. Un viaggio fisico e interiore lungo le storie che fanno da contraltare alla scrittura e alla lavorazione del più recente album di studio di Vinicio Capossela, Da solo. Un film racconto on the road alla scoperta di stagioni scomparse, strumenti inconsistenti, personaggi fantastici e quotidiani, storie di vita che evocano suggestioni e pagine che diventano canzoni in carne e ossa, incontri fortuiti e fatali, solitudini specchiate, Side Shows da rodeo americano.
Girato con una tecnica mista dal regista Gianfranco Firriolo, La faccia della terra offre uno spaccato inedito sull’universo artistico di Vinicio Capossela, finendo per essere, oltre che narrazione cinematografica, un occhio indiscreto che immortala, quasi in prima persona, il processo creativo che si nasconde dietro ogni storia, dentro ogni canzone. Trasformando quello che inizialmente doveva essere un semplice backstage girato da un amico, il regista amalgama il materiale grezzo alla fonte del disco in questo strambo "film racconto", nell’audace intento di scardinare il classico genere del "dietro le quinte".

A seguire verrà proiettato, sempre Fuori Concorso, il polacco Popieluszko di Rafal Wieczynski, pellicola biografica incentrata su Jerzy Popieluszko, sacerdote figura spirituale di riferimento del sindacato autonomo di Solidarnosc ed espressione di un’opposizione pacifista alle brutali reazioni del regime.

In occasione di questa terza edizione del Filmfestival del Garda, verrà allestita una mostra fotografica selezionata dall’archivio Ringart di Parigi. Noah Ringart nasce in Polonia nel 1898 in una famiglia ebrea di origini russe. Fugge dalla Polonia e arriva a Danzica dove si avvicina per la prima volta al mondo della fotografia. Negli anni Venti vive a Berlino dove diviene amico e, in seguito, collaboratore del celebre fotografo Umbo uscito dalla scuola della Bauhaus e interprete dell’avanguardia tedesca di quegli anni. Negli anni Trenta è a Parigi e decide di nascondersi in Francia durante la guerra finché nel 1947 ritrova Robert Capa che con Seymour e Cartier-Bresson stava fondando il primo nucleo della futura Magnum Photo. Sarà proprio grazie a Capa che Ringart lavorerà come archivista per la Magnum alla quale resterà profondamente legato per tutta la vita. Noah Ringart muore a Parigi nel 1970.

Come nelle precedenti edizioni, il Filmfestival del Garda si dimostra molto attento anche agli eventi collaterali alle proiezioni dei film. Parallelamente alla retrospettiva dedicata a Marlene Dietrich nella serata di Lunedì 7, presso il Bio Bar Il Vicolo (Vicolo Amadei, Salò), la cantante Isa Lagarde, accompagnata alle tastiere da Stefano Ghisleri, si esibirà in uno spettacolo di cabaret proponendo le più celebri canzoni del repertorio musicale della splendida diva tedesca.

Infine la festa di chiusura del Festival vedrà protagonisti proprio i Guano Padano, che si esibiranno in concerto dalle 23 in poi presso Villa Pasini, Osteria della Cantina, Via Videlle 2 Raffa di Puegnago (Bs).


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30 nov 09

All’ordine del giorno del Consiglio Comunale di oggi ci sono due punti interessanti per chi si occupa di turismo e di promozione.

Oggi i nostri consiglieri voteranno prima per lo scioglimento del Consorzio Valtenesi “La Riviera dei Castelli” e poi l’adesione ad un nuovo soggetto consortile “Consorzio Lago di Garda – Riviera dei limoni e dei castelli”.

Questa è una cosa positiva.

Posso vantare d’esser stato, con l’attuale presidente della Riviera dei Castelli, tra i pochi amministratori che ha spinto per la fusione dei tre consorzi. Questo è stato anche uno dei miei punti durante la campagna elettorale alle provinciali 2009.

Dovrei quindi esser contento ma c’è qualcosa che a mio avviso non sta andando per il verso giusto. Non parlo della mancata adesione del Consorzio delle Colline Moreniche (basso lago) ma dei contenuti dello statuto del nuovo consorzio che oggi sarà approvato.

Esistono quanto meno due falle.

La prima riguarda la mancata garanzia della rappresentanza territoriale.
La Valtènesi ha peculiarità, caratteristiche e potenzialità turistiche diverse da quelle che sono presenti nell’alto lago. Non avere la certezza che nel consiglio di amministrazione del nuovo consorzio sieda qualcuno che possa portare la nostra voce credo sia molto limitativo per lo sviluppo e l’ammodernamento del turismo locale.

Credo poi sia giusta la presenza della Valtènesi nel Consiglio di Amministrazione anche per una più corretta stesura dei progetti di sviluppo e una maggior traspareza nella redistribuzione delle risorse.

La seconda falla è la mancata garanzia della rappresentanza politica.
Allo stato attuale i comuni contribuiscono in modo importante al sostentamento di questi enti. Senza contare i denaro pubblico che proviene da Provincia e Regione.
In oltre un consiglio composto interamente dalla parte privata potrebbe portare all’approvazione di progetti economicamente impegnativi per i comuni senza che questi possano dire la propria in fase decisionale.
Qualcosa del genere è già accaduto nella Riviera dei Castelli ma li la parte politica era presente (forse troppo) e tutto è andato (per fortuna) a finire in niente. 

Ho contatto due consiglieri di minoranza illustrando più dettagliatamente queste mie osservazioni. Spero che almeno uno dei due intenda farle proprie e impedire di approvare uno statuto che non da nessuna garanzia al turismo della Valtènesi.
 


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25 nov 09

San Felice del Benaco 24/11/09
 
Spett.le
Sindaco
San Felice del Benaco
Paolo Rosa
 
Egr sig. Sindaco, 
                           come Lei saprà il giorno 18 novembre è stata votata la fiducia alla Camera sul decreto 135/09 (Decreto Ronchi). Con l’articolo 15  il Governo regala l’acqua potabile ai privati sottraendola ai cittadini per consegnarla, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business.
 
Credo lei conosca i dettagli della legge meglio di chi le sta scrivendo e quindi non mi dilungo.
 
Ritengo tuttavia che questo sia un ulteriore passo verso una realtà che sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto.
Penso che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe e una minore attenzione ai bisogni primari dell’uomo non più considerato un portatore di diritti ma un semplice cliente.
 
Le chiedo un impegno concreto contro questo ennesimo colpo alla sovranità popolare.
 
La esorto ad attivarsi affinché  venga modificato ed integrato lo Statuto Comunale con un articolo che sancisca il riconoscimento dell’acqua come “un bene comune e un diritto umano universale” e che il servizio idrico è “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali.
 
Le propongo un testo, che riporto qui di seguito:
 
"Modifica e integrazione dello Statuto Comunale. Definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica".
Art. ……
Il Comune di San Felice del Benaco dichiara di:
  1. riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano,universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
  2. confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
  3. riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d.lgs n. 267/2000;
Spero di vederla quanto prima in Consiglio Comunale con all’ordine del giorno questa modifica dello Statuto.
Buon Lavoro

 


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26 ott 09

Come avevo anticipato nel post che riguardava la parchetizzazione della piazza di San Felice del Benaco, ho scritto ai consiglieri di maggioranza chiedendo quale fosse la loro posizione su questo tema.

Ho scritto il 21 settembre e poi sollecitato una risposta l’8 ottobre. Ad oggi, 26 ottobre, non ho ricevuto nessuna risposta.
Siceramente non riesco a dare una spiegazione a questo silenzio. Era sufficiente dire d’essere d’accordo con la scelta della Giunta Comunale.
E dire che in campagna elettorale in Sindaco Rosa aveva garantito presenza costante e risposte ai cittadini.
Io rimango in attesa di risposta. Non si sa mai.


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23 set 09

…come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato. Un giorno per amare, per sognare, per vivere. Buonanotte.

Gigi Marzullo

Ma secondo te

  • dopo tre mesi di silenzio
  • un numero imprecisato di tavoli di coordinamento
  • una assemblea farsa
  • un vuoto istituzionale del centrodestra chiamato da questa amministrazione

iniziassi a dire che il Sindaco (che non ha nessuna colpa per quello che è accaduto) ha gestito tutta questa storia nel peggior modo possibile, diranno che sono il solito cattocomunista?

 


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