L’EMERGENZA.Restano chiusi i rubinetti in paese dopo la serie di malori. Grazie alle autobotti continua il rifornimento alla gente e agli esercizi pubblici
Dai 150 ai 400 intossicati Il medico: 70 pazienti al giorno Indagini sulle condutture Chiudono alcuni ristoranti
Bresciaoggi.it – 18/06/2009
Continua l’emergenza acquedotto a San Felice del Benaco. Martedì il sindaco Paolo Rosa con un’ordinanza ha dichiarato l’acqua non potabile in via precauzionale perché proprio il suo consumo potrebbe essere all’origine delle problematiche sanitarie che hanno coinvolto numerosi cittadini.
I RISULTATI delle analisi effettuate non sono ancora però disponibili. L’agenzia Garda Uno ha avviato straordinari processi di «potabilizzazione» con maggior ipoclorito. Ieri con un robot e sub è stata verificata la presa a lago dell’acquedotto a 50 metri di profondità, risultata sana come il resto della conduttura. Il sistema funziona perfettamente. L’acqua è controllata mensilmente nel periodo invernale, ogni due settimane durante i restanti mesi. L’ultimo risale al 27 maggio quando l’acqua era potabile, e questa mattina la società avrà i risultati dei campioni d’acqua prelevati in paese e a lago. I risultati definitivi dell’Asl, invece, arriveranno venerdì: finora sarebbero state trovate anomale presenze, ma non patogene.
I primi casi di intossicazione si sono verificati martedì della scorsa settimana: vomito, dissenteria, dissenteria. Una settantina di persone ha fatto ricorso alle cure del pronto soccorso di Gavardo, dove però nessuno è stato ricoverato per più di cinque ore. Tante le telefonate per ricevere informazioni. Per l’occasione ha dovuto fare gli straordinari anche il medico di famiglia di San Felice Concetto Cassarino, rimasto solo perché la collega è andata in ferie senza poter prevedere una tale situazione. Negli ultimi giorni ha ricevuto quotidianamente una sessantina di persone oltre alle tantissime telefonate: «All’inizio si pensava a un virale stagionale – spiega il medico – poi si è pensato all’acqua perchè poteva essere l’unico elemento che accomunasse così tante persone, ma la cosa era stata esclusa. Così siamo andati avanti fino all’altro ieri a curare come se si trattasse di un’infezione intestinale, di un’enterite». Però è stato tolto uno dei timori: «È sicuramente escluso che si tratti di salmonella, che si riconosce subito dalle feci». I casi sono stati numerosi, quantificabili attorno alle quattrocento persone coinvolte: «Casi gravissimi non ce ne sono, ma i numeri sono altissimi. La maggior parte si risolve entro 36-48 ore».
LA VITA IN PAESE intanto deve continuare, con punti di distribuzione di acqua potabile in ognuno dei tre centri abitati. I Volontari del Garda sono presenti con 2 autobotti fisse da 12.000 litri ciascuna, oltre ad un altro mezzo da 15.000 litri per il rifornimento e un altro da 5.000 per gli esercizi pubblici. I bar risolvono il problema utilizzando bicchieri di plastica, ma alcuni ristoranti hanno preferito chiudere. «Giro i punti di distribuzione per verificare che tutto sia a posto – dice il sindaco Paolo Rosa -: i cittadini sono arrabbiati perché a casa non è facile, ma sono contenti per la veloce distribuzione in paese. Sono soddisfatto per la tempestività e lo sforzo profuso da tutti in questa eccezionale circostanza». Fino al termine dell’emergenza gli uffici comunali saranno aperti 24 ore al giorno: per informazioni è possibile telefonare allo 0365/558611.
Enrico Grazioli
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