30 dic 09

Escono in un momento in cui si stanno vedendo risultati” – “Con l’anno nuovo arriveranno nuovi fondi”. Parola di Paolo Festa sindaco di Soiano del Lago (fonte bresciaoggi del 29/12/09). Di certo Festa non è un sindaco di Sinistra e quindi fazioso per definizione.

Tutti i comuni della Valtènesi membri dell’Unione sono in questi giorni indaffaratissimi in consigli comunali per approvare la modifica dello Statuto che permetta l’uscita del Comune di San Felice del Benaco. Questo è stato necessario in quanto l’attuale Maggioranza non ha comunicato la decisione di uscire dall’Unione nei tempi previsti dallo Statuto.

San Felice del Benaco esce quindi dall’Unione dei Comuni.
Quanto euro ci costerà questa incauta scelta del sindaco Paolo Rosa?
Solo il tempo ci porterà risposta. Certo è che il sistema dei finanziamenti nel nostro Paese tende giustamente a premiare i sistemi virtuosi che si dovrebbero eprimere nelle Unioni dei Comuni. Questo è confermato dall’ultima Finanziaria e dai sistemi di finanziamento attuati dalla Regione Lombardia.

Probabilmente il nostro Sindaco ha altri canali per ottenere i finanziamenti necessari per effettuare tutte le opere pubbliche promesse in campagna elettorale. Mi vien da pensare che questi “canali”, se esistono, non premiano il virtuosismo di una Amministrazione ma altri fattori.

L’Unione non deve però essere vista esclusivamente come un ricettacolo di denaro. Si deve necessariamente andare oltre. Bisogna avere obiettivi a medio e lungo termine. Obiettivi che portino in prima battuta alla ottimizzazione dei costi (e alla loro riduzione progressiva) all’incremento dei servizi e della loro qualità.  Forse il problema è proprio qui: la mancanza, da parte di molti amministratori,  di nuove idee e di una visione a lungo termine. Garda Uno S.p.A., Privatizzazione dell’Acqua, Gestione dei rifiuti, trasporto pubblico , Turismo : tutti in ordine sparso. L’Unione deve servire anche a questo: Voce unica su questi problemi.
In oltre se fosse vero (ma non lo è) che l’unione dei Comuni della Valtenesi non funziona, la scelta giusta non è scappare ma lavorare perché diventi efficiente. Del resto il Sindaco Paolo Rosa non dovrebbe aver difficoltà visto che la maggior parte dei comuni membri dell’Unione è retta da sindaci di Destra o a questa molto vicini. Giocherebbe in casa… e non sconfesserebbe i membri della sua stessa compagine politica, cosa che avviene con l’uscita.

Confidiamo in un ripensamento dell’ultimo minuto anche perché sono sempre più convinto che il mondo si divida non in destra o sinistra ma tra chi lavora per migliorare ottenendo risultati e chi scappa facendo gli affari suoi.  San Felice è scappato e questo non fa onore ai suoi amministratori.


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25 commenti.

  • MARCO scrive:

    approvo e plaudo all’uscita, e spero che presto l’unione dei comuni fallisca totalmente.Carrozzoni per spartire il denaro pubblico ne abbiamo gia tanti.Specialmente se i promotori erano Moniga e Manerba, veri esempi di virtuosismo amministrativo e di gestione del territorio.
    se vogliamo parlare di risparmio allora superiamo il provincialismo ed la cura del proprio giardinetto, indiciamo un referendum e chiediamo che i comuni della valtenesi si fondano in un unico comune, con un solo consiglio con un solo sindaco con un solo ente erogatore di servizi etc, uno sportello del cittadino in ogni comune, max 2 persone et voila il risparmio e l’ottimizzazione è fatta.
    Dalla piazza di San felice alla piazza di Manerba ci sono 2,5 km, meno che da porta venezia a via garibaldi……………………………..a Brescia.
    buon anno a tutti
    Marco Baccolo

  • berto scrive:

    Avevo già percepito qualcosa nell’aria…..
    stamattina la conferma: attendo le specifiche motivazioni del sindaco, perchè credo mi sia sfuggito qualcosa!
    …..e buon anno!!

  • Arnaldo scrive:

    Simone, ritengo condivisibile quanto esposto nel tuo articolo a proposito della decisione dell’A.C. di San Felice di uscire dall’Unione dei Comuni della Valtenesi.
    Premetto che non ero particolarmente entusiasta all’orquando si dovette operare la scelta di entrare a far parte dell’Unione; ma visto che tutte le direttive, a livello regionale e non, indicavano e indicano questo passo come necessario per ottimizzare le risorse locali siano esse finanziarie piuttosto che territoriali-ambientali, e soprattutto, dal momento che, come ben sai, tutti i contributi regionali vengono di preferenza indirizzati verso quei Comuni facenti parte di unioni, la scelta di San Felice appare, ad oggi, quanto mai azzardata.
    E i contributi, i finanziamenti o i mutui in essere ottenuti attraverso l’Unione come verranno gestiti e/o rimborsati? e a quali costi? Credo sia principalmente questa la domanda che dobbiamo porci.
    Per il resto, non conoscendo appieno le motivazioni che hanno spinto il Sindaco Rosa a prendere questa decisione repentina, mi limito a considerare come emblematico il problema della gestione della polizia locale e soprattutto dei costi che sono enormemente lievitati nell’ultimo anno a fronte di un servizio che non si può certo definire ineccepibile: da 170mila euro spesi nel 2007 con un organico di 3 agenti (+ gli stagionali) siamo passati a oltre 200mila euro di quest’anno (correggimi pure se i miei dati non dovessero essere precisi) per avere un agente solo un paio d’ore al giorno e una pattuglia che di tanto in tanto perlustra il territorio comunale sanzionando qualche divieto di sosta.
    Ma come ben tu sostieni, non è uscendo dall’Unione che si risolvono i problemi, ma lavorando per fare in modo di correggere in corsa quello che non va. Ogni nuova realtà non nasce perfetta, ma è comunque perfettibile e una volta intrapresa una strada bisogna fare in modo che ci porti a destinazione.
    Attendo comunque di conoscere tutte le ragioni che hanno portato la nostra A.C. a prendere questa decisione. Una cosa mi rammarica di tutta questa vicenda: che la cittadinanza non sia stata minimamente coinvolta e informata. Resto dell’idea che certe decisioni devono (sottolineo devono) essere condivise con i cittadini. Avrei apprezzato molto la convocazione di un Consiglio Comunale aperto. Vedremo.
    Ti faccio tanti auguri per l’anno nuovo.
    Ti ricordo che, dal momento che non hai incarichi amministrativi pubblici, potresti iscriverti all’Associazione Insieme nel Nuovo recentemente costituitasi; mi farebbe particolarmente piacere, in qualità di Presidente, poterti avere tra i soci.
    Ciao, a presto.

  • giacomo scrive:

    Molto interessante questo post, pur non sapendone molto ho sempre trovato che l’Unione potesse essere una cosa intelligente seguendo solo un principio logico! Ma quali spiegazioni sono state addotte per questo repentino abbandono? (se spiegazioni sono state date?)
    g

  • Sanfeliciana doc scrive:

    Avverto lo stupore di chi si trova una decisione già presa senza che sia stata almeno illustrata alla popolazione.
    Anch’io, purtoppo, temo che dietro questa decisione ci sia la “certezza” di poter reperire i finanziamenti necessari alle opere pubbliche da altri canali. E la cosa non mi lascia per niente tranquilla.
    Potrei condividere con Marco l’opportunità di ridurre sprechi, ma non al prezzo di affidare la gestione di servizi essenziali in mani “troppo poco disinteressate”.
    Non abbassiamo la guardia, anzi, alziamola.
    Occhi e orecchi ben aperti.
    Buon 2010 a tutti.
    Sanfeliciana doc.

  • Giusy scrive:

    non è facile un commento non conoscendo le motivazioni di tale decisione.
    L’unica considerazione che posso fare è che questa presa di posizione avrebbe richiesto un consiglio comunale aperto, al fine di chiarire alla popolazione le ragioni (si spera valide) che hanno indotto all’uscita dall’unione.

    Comunque, BUON ANNO a te Simone e a tutti!
    Giusy – Desenzano

  • David scrive:

    Colgo con interesse questa notizia.

    Come non essere d’accordo con la scelta dell’amministrazione comunale? Del resto in campagna elettorale su questo punto Paolo è stato chiaro.

    Del resto alla passata amministrazione comunale erano serviti tre passaggi in consiglio comunale per approvare l’ingresso nell’Unione dei Comuni e, se ben ricordo ZERO illustrazioni alla popolazione delle scelte che si sarebbero fatte.
    O sbaglio?

  • Una efficiente erogazione dei servizi al cittadino in ambiti territoriali circoscritti, a mio giudizio impone una qualche forma di collaborazione istituzionale fra comuni vicini. Quindi ritengo che la scelta dell’amministrazione comunale di San Felice del Benàco sia sbagliata. Eventuali errori commessi dalla Comunità, scelte sbagliate, spese eccessive, avrebbero dovuto imporre dei correttivi, non l’uscita da un’istituzione che innegabilmente è fatta per ridurre spese e sprechi. Il risultato per San Felice sarà, a parità di condizioni, l’erogazione di servizi di qualità minore. Anche se adesso ci si ostina ad asserire il contrario.
    Aggiungo che decisioni così repentine, nascondono sempre motivi inconfessabili. In questo caso quali sono?

  • Simone scrive:

    A breve un altro post sul tema dove riassumerò anche le decine di mail, telefonate ed incontri, che mi sono giunte nelle ultime ore.
    Sono felice che questo post abbia scaturito così tanto interesse. Tutto questo è per me fonte di riflessione.

    Solo una precisazione su quanto detto dal Sig. David:
    A)
    I passaggi sono stati due. Il secondo necessario in quanto durante la prima seduta mancava un membro della maggioranza (se non ricordo male assente per malattia) e con l’astensione delle minoranze non si è raggiunto il numero legale.

    B)
    Contrariamente a quanto affermato dal sig. David c’è stato un incontro pubblico Giovedì 22 Novembre 2007 alle ore 20.30 presso la sala Ex Monte di Pietà a San Felice del Benaco: “Unione dei Comuni: Esperienze e Prospettive“.
    I cittadini che hanno avuto la voglia di partecipare hanno potuto interagire direttamente con gli ospiti:
    - il Presidente dell’Unione dei Comuni della Valtenesi
    - il Sindaco di Moniga del Garda
    - il Dott.r Alessandro Beltrami, consulente ANCI

    Ricordo in modo particolare un intevento molto critico di un concittadino che è ora presente nei commenti di questo post. Quindi….

    Questi i fatti per correttezza e precisione.

  • David scrive:

    E’ vero…. mi sfuggiva l’incontro organizzato a giochi fatti quando ormai le decisioni erano prese. Non lo chiamerei confronto con i cittadini ma certamente è stato un incontro informativo. Vero!

    Non si tratta di numero legale di di mancato raggiungimento della maggioranza qualificata. E’ una bella differenza! Sempre per precisione e correttezza.

    Infine … grazie per il Sig. (sia con la minuscola che con la maiuscola). E’ già tanto che non mi chiami per cognome ;-)

  • David scrive:

    Sempre per pignoleria.

    I consigli comunali sono stari 3 per entarare:

    30 ottobre
    27 novembre
    29 novembre (quando bastava la maggioranza semplice)

    La fonte? La mia memoria e il tuo blog http://blog.zuin.info/?p=461

  • mathias scrive:

    interessante venire a sapere di una tale decisione tramite una mail di Simone. Mi aggrego a chi sostiene che sarebbe più sensato venire interpellati , come cittadinanza , PRIMA di decisioni di tale respiro. Quali ripercussioni ha l’uscita , se ne ha? Non vedo da nessuno parte affissioni in paese circa i PRO ed i CONTRO di una tale decisione. Siamo talmente a digiuno di quanto avviene nel nostro comune e dotati di così scarso senso civico che temo anche una decisione come questa passerà nel dimenticatoio ben presto. Se tuttavia ,come auspico, l’uscire significa avere più rapidità di movimento e flessibilità allora ben venga.Di tutto abbiamo bisogno fuorchè di altra burocrazia e complicanze decisionali legate a qualche politico di destra o di sinistra.
    Io sono cittadino straniero e nel mio paese la cittadinanza per paesi di dimensioni simili a San Felice viene interpellata anche per decisioni su una aiuola da posizionare, alberi da abbattere o rotonde da costruire. Aproposito , si hanno notizie della (inutile!) rotonda sparita di fronte al Bonton? Un’altro esempio di soldi finiti nelle tasche di qualcuno…..ma questa è un’altra storia.
    auguri di buon anno. Mathias -S.Felice-

  • sigmar scrive:

    Non conosco le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a questa scelta un po’ in controtendenza quindi non posso esprimere un giudizio ponderato,immagino ci abbiano riflettuto attentamente e se davvero si tratta di diminuire gli sprechi di quello che Marco definisce un carrozzone benvenga. Certo è un po’ strano… gli accorpamenti e le unioni se ben gestiti qualche frutto lo danno quasi sempre (Io conto molto per esempio sulla fusione riviera dei castelli-riviera dei limoni-associazione albergatori desenzano, per rimanere nel mio settore). Quanto ai canali di finanziamento forse si potrebbe lavorare sulla “decrescita”(magari anche rinuniando a qualche opera pubblica difficile da mantenere) ma temo che le principali fonti rimangano le tasche dei cittadini ed il “consumo del territorio”.
    Buon 2010 Simone

  • mauro** scrive:

    certo sarà utile attendere metà gennaio.quando illustrerà le sue intenzioni in giunta comunale.
    Fino ad allora accontentiamoci di constatare quanto era fulmineo questo sindaco nel riempirci di volantini e comunicazioni riguardo i “movimenti e le intenzioni”dell’ amministrazione precedente,ma quanto sia contenuto e silenzioso di proclami adesso.
    Unioni ed organizzazioni sovra-comunali o provinciali nate per ottimizzare energie e risorse,ne sono nate tante negli ultimi anni,ma purtroppo è talmente grave e palese l’incapacità propositiva e produttiva di talune,da lasciare evidenti solo lo spreco enorme di risorse pubbliche e l’accaparrarsi dei soliti posti di potere lautamente compensati.
    che dire,se non tutto,molto da rifare e da rifondare.

  • Gianpaolo scrive:

    Ho appreso con stupore la decisione della nuova amministrazione di S. Felice di uscire dall’Unione dei Comuni della Valtenesi; ma non mi stupisce più di tanto se penso alla miopia di alcuni, non pochi, amministratori locali.
    C’ è chi, come Puegnago, non vi è mai entrata, pur avendo l’Unione escluso fin dalla nascita la messa in Comune delle politiche di gestione del territorio; vediamo le pesanti cementificazioni in quel Comune e ricordiamo pure che l’Unione era partita dai Sindaci precedenti di Manerba e Moniga che sono stati tra i primattori della devastazione urbanistica della Valtenesi.
    C’era però almeno la consapevolezza della necessità di gestire in comune molti servizi, sia per economia di scala che per omogeneità di appartenenza territoriale. Una scelta che viene sostenuta ai livelli superiori ( forse per ragioni di scarsità di risorse più che per vera convinzione; basta pensare alle logiche della Lega a difesa di ogni piccola entità territoriale: ciascuno padrone a casa sua, al di fuori di una visione d’insieme).
    La scelta di S.Felice pare peraltro contraddittoria, se è vero, per esempio, che intende rimanere nella gestione comune della polizia locale.
    Quali sono le motivazioni addotte per questa scelta? C’è un’analisi puntuale di merito, che evidenzi eventuali limiti della gestione dell’Unione e i miglioramenti attesi da una gestione individuale?
    Siamo in presenza di Comuni troppo piccoli per avere apparati tecnico/amministrativi in grado di far fronte a tutti i bisogni in modo efficace ed efficiente.
    Per parlare di rapporto tra costi e benefici bisognerebbe spiegare ai cittadini quanto costa a ciascun Comune un Segretario Comunale o allestire un Ufficio Tecnico in grado di far fronte sia alla quotidianità ma anche alla progettualità di molte opere, senza ricorrere ogni volta ad onerosi incarichi esterni.
    Alla base però di una scelta di separazione c’è una mancanza di visione generale sulla gestione del territorio e sulle prospettive socio-economiche per la Valtenesi, che scontano già il degrado del suo territorio perpetrato da alcune amministrazione negli anni passati, tale da mettere in crisi anche il settore più importante: quello turistico.
    Pensavano forse quegli amministratori di sostenere l’economia sui proprietari delle seconde case, compresi i proprietari delle roulottes fisse nei campeggi, di fatto seconde case di molti bresciani? Oppure sui proprietari delle imbarcazioni che stazionano nei mega-porti realizzati in passato a Manerba e Moniga?
    E la continua proliferazione di centri commerciali? Siamo sicuri che si tratti sempre
    di investimenti con risorse pulite?
    Forse bisognerebbe spiegare ai cittadini residenti che rischiano di pagare soltanto i conti delle speculazioni altrui: peggioramento della qualità della vita, aumento dei costi per le opere di manutenzione di strade, acquedotti, fognature, verde, ecc.
    Non è uscendo dall’Unione che un singolo Comune può affrontare queste sfide; semmai invece rendendo più forte il confronto dentro una visione di prospettiva da costruire insieme.
    Da ultimo, purtroppo, il merito di cui si parla a vanvera di questi tempi anche per l’erogazione di finanziamenti superiori (nazionali, regionali, provinciali ecc.) sembra troppo spesso essere rappresentato soltanto dalla fedeltà politica a chi comanda.
    Le politiche della Regione Lombardia e della Provincia di Brescia in questi anni ne sono state la più evidente testimonianza. Molto agli amici, poco agli altri.
    Che sia questo il senso del Partito dell’amore?
    Gianpaolo

  • Si: questa dev’essere l’essenza stessa del Partito dell’Amore.

  • Angelo scrive:

    Per chi si chiede come mai non si sono informati i cittadini ed ascoltato il loro parere: sono forse stati interpellati quando i Comuni hanno deciso di aderire all’Unione?

  • sanfelicianodoc scrive:

    Angelo ti sbagli due volte.
    Primo
    Io all’incontro citato da Simone c’ero è ho detto la mia.
    Secondo
    A me non interessa del passato. Questa amministrazione si è presentata come innovativa, ha detto di essere migliore di chi governava prima, ha promesso che avrebbe fatto della partecipazione il proprio cavallo di battaglia.
    Ad oggi niente. Dopo sei mesi solo delusioni. Vedi l’acqua, vedi questa decisione, vedi il bilancio preventivo … e poi il massimo….la variante al PRG. Stanno dando l’approvazione per costruire l’acquedotto della Valtenesi nel nostro comune e non fanno sapere nulla. Si mormora di una assemblea …che si terrà dopo il voto in consiglio comunale..a cose fatte.
    Angelo…delusione, questo è quello che provo!

  • Moris scrive:

    Buon anno a tutti.
    Ho solo sei mesi di esperienza come consigliere comunale e con rammarico devo affermare che questa amministrazione comunale, come comportamento nei confronti della popolazione e della minoranza, non ha nulla da invidiare alle amministrazioni precedenti.
    Informa, non sempre, a giochi gia fatti.
    Ma è d’obbligo una riflessione:
    quanti di voi si interessano alla vita del comune in generale e manifestano questo interesse partecipando ai consigli comunali?
    In che modo fate capire al sindaco che volete partecipare alle decisioni?!

    un esempio, Sul caso acqua, come minoranza abbiamo fatto molteplici interrogazioni, abbiamo distribuito volantini e scritto articoli sui giornali locali per convincere le persone a partecipare ai consigli comunali dove si possono avere risposte direttamente dal sindaco. Quanti di voi hanno partecipato a questi consigli comunali? quanti di voi hanno mostrato direttamente interesse nell’esigere risposte?

  • berto scrive:

    Il diritto all’informazione non deve essere esercitato su richiesta: fa parte dei bilanciamenti dei poteri democratici.

  • PAOLA scrive:

    Non mi stupisco di questa decisione: sei mesi di questa amministrazione innovativa sono bastati per capire che di innovativo non ha niente, anzi e’ forse piu’ miope delle altre. La legislazione attuale sia nazionale che regionale incoraggia le forme associative ad ogni livello e questo deve essere il percorso di qualsiasi amministrazione pubblica; l’obiettivo deve essere quello di fare lavorare meglio e sfruttare a tutti i livelli le opportunita’ che queste forme associative offrono(a questo sindaco non dovrebbe essere difficile visto che si confronta con amminstratori della stessa compagine) non di affossarle, facendo un passo all’indietro. Non mi stupisco peraltro neppure della mancanza di informazione alla cittadinanza, che tanto era stata contestata all’amministrazione precedente: e’evidente che un conto erano i proclami ed i propostiti della campagna elettorale, un conto e’ amministrare quotidianamente.

  • eurosia scrive:

    i nostri vecchi ci hanno insegato che l’unione fa la forza. Loro non avevano studiato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Simone scrive:

    Questi solo alcuni dei commenti che mi sono giunti via mail.

    Concordo su tutta la linea pienamente.
    Soprattutto quando dici che si scappa invece che provare a lavorare meglio.
    E’ la politica del poco, male, e subito. (il poco può diventare tanto a seconda degli appoggi di partito.. gli altri due punti non variano invece di sicuro..)
    N.

    Che dire sulla vicenda? Sono davvereo sconcertato…
    E’ desolante come regni ancora sovrana questa logica del “Ognuno fa per sè”, sempre ammesso (e per nulla concesso) che dietro questa assurda vicenda ci sia buona fede!!
    Nel caso di buona fede (mah??) siamo sul ridicolo/patetico. Nel secondo caso di ridicolo non c’è nulla ma solo qualcosa di vergognoso.
    In ogni caso credo comunque che il danno per San Felice sia clamorosamente evidente sia sul piano economico che organizzativo.
    Ma il Sindaco come ha motivato questa scelta sciagurata? Io non so bene come funzioni l’Unione ma concordo pienamente sulla necessità di convergenza di piccoli Comuni e che se qualcosa non funziona ci si adoperi per migliorare la situazione. Mio Dio è così banale la questione ma è altrettanto drammatico come sempre più spesso persino il banale diventi fantasceinza in questa Italia/Repubblica delle banane!!
    F.


    Per quel che riguarda la decisione del nostro comune non la capisco e non la condivido.
    E.

    Ho letto il tuo blog e condivido pienamente le tue osservazioni, sono le stesse che trasmetto a tutti.
    -finanziamenti per opere pubbliche : noi a Polpenazze da sempre sosteniamo “….basta cemento, rispetto dell’ambiente, salvaguardia del territorio, recupero dei centri storici, ecc….” ma come sai i Bilanci dei nostri comuni restano “poveri” se non entrano gli ONERI DI URBANIZAZIONE e quindi dove andremo a prendere i soldi per raggiungere i nostri fini ed i nostri obiettivi per realizzare quelle opere pubbliche necessarie ? l’UNIONE DEI COMUNI può risolvere questi interrogativi e non solo.
    -centralizzazione degli acquisti per grossi risparmi di spesa, pianificazione con successiva ottimizzazione dei costi e delle risorse.
    Dici molto bene “……….Forse il problema è proprio qui: la mancanza, da parte di molti amministratori, di nuove idee e di una visione a lungo termine……..” , chiaramente bisogna crederci e lavorare insieme, non scappare, “…..senso di appartenenza…..(non politica)….” per migliorare e rendere il tutto efficiente e funzionale.
    V.

  • Angelo scrive:

    Non ho ben chiaro che cosa e quanto abbia guadagnato Polpenazze ad entrare nell’unione, dove sono questi risparmi del’ottimazione degli acquisti ed appalti a livello di Unione? Li vedremo in futuro? Chi vivrà vedrà…. Midovresti però spiegare come mai la fiera del vino non passa dall’unione…

  • Simone scrive:

    @David (e poi ci concentriamo sulle cose concrete)
    Evidentemente parliamo due linguaggi diversi e non essendo io un docente universitario, ha sicuramente ragione lei.
    Chi legge saprà interpretare le mie parole ermetiche. Parole ermetiche quasi come i comportamenti del PD di San Felice che, al contrario del PD del Lago di Garda, esalta questa scelta inspiegabile dell’amministrazione PDL-Lega del nostro comune.
    Si sa… la democrazia è bella anche per questo.



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