Mondo Lavoro



13 apr 10

Il 24 Febbraio 2010 un gruppo di operai Vinyls (ex Enichem, Porto Torres) e Eurocoop, in cassintegrazione da 4 mesi, è sbarcato sull’isola dell’Asinara, prendendo possesso delle sale dell’antico carcere. L’isola dei Cassintegrati è un reality “reale”, purtroppo, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Trincerati in un’isola simbolo della più grande Sardegna ormai in crisi profonda, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni hanno messo loro davanti. Nessuno yacht, billionaire e soubrette su quest’isola, solo la cruda verità di una politica che non dà risposte, e di una società a controllo statale – ENI – che persegue i propri scopi aziendali passando sulle vite di migliaia di famiglie. E, non ultimi, un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti.

Andate su facebook e guardate le foto. Quelle sono le facce dei nostri padri, fratelli e amici. Sono le facce della gente che tutti i giorni costruisce l’Italia. Altro che quei quattro ricconi che starnazzano al richiamo della Ventura.


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18 dic 09

Domani Gigi inizierà una nuova vita. Una vita nuova da pensionato.

Con lui ho vissuto gli ultimi quindici anni della mia vita lavorativa. Gigi mi ha dato e insegnato molto e forse io non ho contraccambiato a sufficienza.

Da domani Gigi lo potrò rivedere in paese con più calma e magari davanti a una buona birra.

Gigi, sarai sempre nei nostri cuori.


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28 ago 09

foto: l‘Eco di Bergamo.it

Nei cortissimi giorni di vacanza sono riuscito pure a leggere il giornale. Una grande conquista.

Praticamente l’unico ad acquistare l’Unità nel vilaggio turistico di San Vincenzo (LI), dove ho trascorso dei magnifici giorni, ho dedicato la mia attenzione ai temi di questa estate calda: Innse e Cagate della Lega.

La Innse è una fabbrica che produce, ha ordinativi, è sana ma però deve chiuduere per "strategie" aziendali. Cinquanta operai per strada senza spiegazioni, cinquanta famiglie dal futuro incerto. Si discute per mesi ma niente da fare. Allora cinque disperati salgono su un carroponte e li ci stanno per giorni. Ed inizia la protesta. Ma ancora niente.

La stampa, tra cui La Repubblica, si interrogano sulle modalità "antiche" e superate portate avanti dagli operai della Innse. Le grandi menti dicono che così non va bene. Dicono che bisogna sganciarsi dalle vecchie logiche di contrapposizione di classe e che bisogna innovarsi anche nella forma di protesta.

La protesta però continua anche se le speranza scemano.

Poi arriva Attilio Camozzi. Attilio Camozzi, bergamasco di nascita (a Villongo nel 1937), bresciano d’adozione, tornitore fino ai 29 anni ed ex sindacalista della Fiom, oggi a capo dell’omonimo gruppo internazionale da oltre 300 milioni di fatturato.

Il Cavaliere (perchè questo lo è veramente) decide di acquistare la Innse e salvare tutti i posti di lavoro.

Perchè lo fa?

Io credo che abbia deciso di farlo perchè ha capito una cosa fondamentale: la protesta non era per difendere il posto di lavoro, ma per difendere l’azienda.

Gli operaisono un punto di forza, non debole. Sono stati un esempio di tenacia di senso di appartenenza alla fabbrica, di passione per il lavoro, altrimenti sarebbero andati in vacanza

fonte: APCom

Lui, e forse solo lui, aveva capito che a rischiare la vita i cinque operai non erano andati solo per il proprio stipendio ma soprattutto per l’azienda. Per chi non ha mai lavorato in fabbrica è forse difficile capire l’orgoglio di appartenere ad un gruppo che lavora e crea. Per qualcuno la fabbrica è solo una mucca da mungere e basta.

Dunque da questa vincenda ne escono fuori vincitori gli operai della Innse, il Cavaliere Camozzi (e tutta quella imprenditoria sana che grazie a Dio esiste ancora in Italia). Ne vegnono fuori a pezzi coloro che hanno criticato la forma di protesta (grandi professoroni!!!), i partiti ed i sindacati praticamente assenti.

Ma quelli che volevano chiudere la Innse?

 

PS.. delle cagate della lega ne parliamo un’altra volta!


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1 mag 09

 

E che sia veramente buono e sicuro!

 

 

 


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18 apr 09

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

306 morti
306728 infortuni
7668 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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10 gen 09

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

26 morti
26962 infortuni
674 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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31 dic 08

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

1049 morti
1049910 infortuni
26247 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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13 dic 08

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

997 morti
997860 infortuni
24946 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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6 dic 08

Un anno fa morivano sette uomini nella fabbrica dei tedeschi.

.. continue reading ..


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29 nov 08

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

960 morti
960224 infortuni
24005 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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25 ott 08

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

860 morti
860922 infortuni
21523 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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18 ott 08

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

836 morti
836796 infortuni
20919 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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27 set 08

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

776 morti
776694 infortuni
19417 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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20 set 08

Dall’inizio dell’anno ad ora,per lavoro, ci sono:

764 morti
764830 infortuni
19120 invalidi

fonte: osservatorio sulle condizini di lavoro e sulle malattie professionali


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8 set 08

Avevo cominciato a pubblicare tutti i sabati la conta dei morti sul lavoro.

Poi ho smesso. Forse perchè troppo deprimente, forse perchè in fondo non interessava a nessuno.

Dopo la notizia di oggi, ho deciso di ricominciare e da sabato pubblicherò il numero di lavoratori che sono morti sul lavoro.


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7 ago 08

Allora, questo è un articolo difficile da scrivere per due motivi.
Il primo perchè parlerò di Roberto Castelli. L’ex ministro ora sottosegretario (complimentioni per il passaggio di grado) è pure conosciuto in quanto abituato a denunciare chiunque parli di lui in modo non gradito. Il secondo perchè devo rifarmi a quanto letto nei giornali e quindi non direttamente da me sentito. 

Tutto quanto quindi potrebbe indurre a starsene zitti. Ma quando di mezzo ci vanno i morti sul lavoro il silenzio non paga.

Credevo, fino ad oggi, che un morto fosse un morto. Ovvero quando c’è una persona morta la conti come 1. Se fai un conteggio di tutti quelli che muoiono, in una data situazione, sommi uno ad altre persone morte. Se uno muore nell’ambito del lavoro viene aggiunto alla somma di tutti coloro che sono precedentemente nello stesso ambito. .. continue reading ..


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5 mar 08


Visualizzazione ingrandita della mappa

Zona artigianale di San Felice del Banaco

 

Uolterueltroni ha candidato il presidente di Federmeccanica-Confindustria, Massimo Calearo. L’uomo, insomma, che ha tenuto gli operai senza contratto finché, a forza di proteste e scioperi, ha dovuto cedere.

Dal sito della RAI riporto una dichiarazione di Colearo

"La proposta del Partito Democratico è un’occasione per dare voce al mondo delle piccole e medie imprese [..]"

Il Ministro Ferrero:

"Il Partito Democratico ha candidato prima uno dei sopravvissuti alla strage della Thyssen e ora uno degli industriali che hanno rifiutato di concedere nel contratto nazionale dei meccanici il diritto ai lavoratori a un’ora di assemblea proprio sul tema della sicurezza. [...]".Lo afferma il ministro della Solidarieta’ Sociale Paolo Ferrero. (AGI) – Roma, 2 mar.

Quale sarà la politica sul lavoro del PD?
Quella di Alberto Tosa (sindaco di Saviore, operaio all’Iveco di Brescia e candidato per il PD) e del sopravvissuto alla Thyssen o quella di Colaninno, Ichino e Calearo?

Ditemi tutto, ma non che il PD è il partito del lavoro o dei lavoratori…. e cominciate a smettere di dirmi che è un partito di centrosinitra….centro forse ma non di sinistra.

Sul lavoro bisogna essere di parte! Io, come sempre, sono di parte! Sto con i lavoratori.


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4 mar 08

Bernardo Caprotti è il patron della prima catena di supermercati del nosto Paese, la Esselunga.
Caprotti ha scritto un interessante libro intitolato "Falce e Carrello" per denunciare

come la politica, attraverso il “braccio armato” delle cooperative della Lega, è riuscita a mettere le mani anche sulla spesa degli italiani. (fonte:falcecarrello.com)

una denuncia forte sulla promisquità tra poteri politici di Sinistra e lega delle cooperative, con un particolare riferimento alla Coop, diretta concorrente di Caprotti.

Un mancato rispetto delle regole del mercato, quindi. Il non rispetto delle regole.

Ma esistono le regole del mercato (a cui io non credo) e le regole sindacali (a cui credo un pò di più).

Le prime sono aleatorie nel senso che non sono scritte da nessuna parte. Le seconde sono invece regole scritte, leggi dello stato.

Non rispettare le prime non sempre si commette reato. Non rispettare le seconde si commette un reato, sempre!

Ma non vi scrivo per recensire un libro.
Vi scrivo perchè venerdì 29 febbraio è successo, all’interno di uno dei supermercati della Esselunga, un fatto di una gravità inaudita.
Vi rimando alla lettura dell’articolo de "La Repubblica".

E’ ovvio che ne Caprotti ne l’azienda Esselunga sono coinvolti direttamente in questo affaire. Rimane il fatto che è successo all’interno di uno dei supermercati di questa catena della grande distribuzione.

Ma non vi voglio parlare nemmeno di questo.

L’attenzione dei media infatti si sta focalizzando, come accade spesso, su l’ultimo fatto tralasciando quello iniziale.

Riporto dall’articolo de La Repubblica

E’ il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette. Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi

 Quanto accaduto viene spiegato meglio nel quotidiano Il Manifesto:

il 2 febbraio è stata costretta a pisciarsi addosso in cassa nonostante soffrisse di disturbi renali, patologia documentata da un medico

Verrebbe da pensare che alla Esselunga i lavoratori non vengono rispettati ne come tali ne come persone. Verrebbe da pensare che alla Esselunga i lavoratori vengono solo sfruttati. Verrebbe da pensare che alla Esselunga esista una sitema di terrorismo psicologico che sottomette i lavoratori.

Ma tutto questo dipenderà, se fosse vero, da pochi individui. Comunque sembra accada proprio all’interno di un supermercato della Esselunga.

Credo che una persona come il dott.r Caprotti saprà trovare la soluzione giusta per tenere alto il buon nome della sua azienda tirata su con tanti sacrifici.

Io mi aspetto, dal dott.r Caprotti, alcuni gesti forti: il licenziamento in tronco del dirigente che non ha permesso alla lavoratrice di recarsi al bagno; il sostengo materiale e totale delle spese che la lavoratrice deve sostenere sia in ambito sanitario sia in quello giudiziario nel caso fosse indetificato l’agressore. Ed ancora, l’istituzione di una fondazione o di un fondo per il sostengo delle donne maltrattate.

Tutto qui. Se così però non fosse io non andrò più a fare la spesa in un supermercato della Esselunga.

…..comunque dott.r Caprotti….alla Coop. queste cose non accadono. Mi dispiace.

foto: falcecarrello.com


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1 mar 08

UolterUeltroni dice che il PD è il partito del lavoro volendo così far intendere d’essere il partito che rappresenta i lavoratori.
Candidare operai e impiegati non significa essere il partito del lavoro tanto meno quello dei lavoratori.
Mi piacerebbe capire cosa pensa ad esempio l’Onorevole Pierangelo Ferrari, bresciano, della legge 30 (Legge Biagi). Ricordo ancora i suoi interventi durante il penultimo congresso Lombardo dei DS. La modifica delle legge 30, come proponeva Ferrari, non è l’abrogazione come vogliono i lavoratori interinali. Modificare non significa nulla in quanto il concetto di flessibilità, così come lo intendeva la destra, rimane il pilastro portante. La flessibilità fa male al lavoro, ai lavoratori, alla qualità dei prodotti realizzati e al Paese.
Servono nuove regole che permettano una nuova interazione tra datore di lavoro e dipendenti, ma non la flessibilità così come intesa oggi, così come intesa dal Partito Democratico.
Mi piacerebbe vedere i vari Veltroni, D’Alema, Ferrari lavorare come interinali … lavorare e non vedere un futuro certo. Ma loro sono in Parlamento. Li hanno sempre un posto sicuro…

Essere equidistanti tra lavoratori e confindustria significa essere il partito del lavoro?
Sul lavoro bisogna essere di parte. Il PD non può rappresentare ne i lavoratori ne il lavoro.

Leggere fa bene. Fa capire molte cose. Ad esempio…

 

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20 gen 08

Sono passati solo 20 giorni dall’inizio dell’anno.
Solo 20 giorni. Cosa vuoi che siano!
20 giorni. Una sciocchezza.

Eppure in 20 giorni sono morte sul lavoro 59 persone.
Ci sono stati 59414 infortuni e 1485 invalidi.

Numeri da paese civile!
Ed intanto i metalmeccanici hanno portato a casa 127 euro di aumento spalmati in 30 mesi. Quattro euro al mese. Una bella cifra. Ci si potrebbe anche morire.

 


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