Riscaldamento globale



6 apr 10

E’ arrivato!

il nuovo libro di AL GORE è arrivato!

La Scelta
Come possiamo risolvere la crisi climatica

Traduzione di I. Katerinov e M. Carozzi

Caratteristiche: rilegato, illustrato a colori

Note di Copertina
“È ormai ben chiaro che abbiamo in mano tutti gli strumenti necessari per risolvere la crisi climatica. L’unico ingrediente mancante è la volontà collettiva. Se intesa correttamente, la crisi climatica è un’opportunità senza precedenti di affrontare una volta per tutte molte cause persistenti di sofferenza e povertà, da tempo trascurate, e di assicurare alle generazioni future una vita più sana e più ricca da dedicare alla ricerca della felicità. Un antico proverbio africano dice: ‘Se vuoi andare in fretta, vai da solo; se vuoi andare lontano, vai in compagnia’. Dobbiamo andare lontano… in fretta.” (Al Gore)


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28 lug 09

Per chi crede ancora che il riscaldamento globale sia una bufala.

Queste le foto che l’amministrazione Bush ha tenuto segrete.


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22 apr 09

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale della Terra. Non starò qui a raccontarvi di cosa si tratta, già lo sapete di sicuro.

Mi ero ripromesso di fare qualcosa di importante oggi, ma alla fine non ho fatto nulla. Ma proprio nulla.

Nei giorni scorsi però qualcosa ho fatto.

Ho aperto un gruppo su facebook che riguardava proprio questo evento. Si sono iscritte poco meno di 1600 persone (al momento in cui scrivo). Molte di queste, su spinta del gruppo stesso, hanno realizzato oggi decine di piccole e grandi iniziative su tutto il territorio nazionale. Molti hanno utilizzato il manifesto che avevo creato e che trovate in parte qui a fianco.

Ho aperto un sito/blog che ha raccolto migliaia di visite (solo oggi quasi quota 3000) su cui abbiamo riportato molte delle iniziative che si sono tenute in questa stupenda giornata.

E’ vero non è molto, ma mettere in comunicazione qualche migliaio di italiani non è stata cosa facile. Far fruire tutti delle idee degli altri, farli partecipare alle iniziative non è stata cosa facile.

In fondo forse è proprio questo che ho "donato" alla Giornata Mondiale della Terra: il mio impegno per far parlare di lei.

Non è molto, ma almeno ci provo.


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23 feb 09

Vogliamo realizzare l’evento web in occasione della 39a Giornata Mondiale della Terra che si terrà il 22 aprile 2009.

 

Aderire è semplice.
Prima di tutto iscriviti al gruppo facebook oppure al sito/blog utilizzando il modulo che trovi in questa pagina.

Una volta iscritto ti viene chiesto un piccolo impegno.
Tutti coloro che aderiranno all’iniziativa si impegnano a scrivere, sul proprio blog, un post che parli dell’ambiente, della Terra e dei suoi problemi, cercando di sensibilizzare i propri lettori.
Chi non ha un sito/blog può fare la stessa cosa scrivendo sul proprio profilo di facebook oppure, per chi non utilizza internet, scrivere una lettera ad amici e parenti. Anche una telefonata è sufficiente per aderire all’iniziativa.

Per contribuire alla buona riuscita dell’evento puoi:
- Far conoscere l’iniziativa
* Manda una mail a tutti tuoi amici avvisandoli dell’esistenza del sito/blog oppure del gruppo su facebook ed invitali ad aderire ed iscriversi
* Metti il banner sul tuo sito/blog. Copia ed incolla questo codice:

<a href="http://www.decrescita.com/terra" target="_blank" ><img src="http://www.decrescita.com/terra/wp-content/uploads/2009/02/ban0204.jpg" border="0" alt="Giornata Mondiale della Terra"/></a>

* Invitali a collaborare con noi

- Collabora con noi
* Diventa “redattore” del sito/blog iscrivendoti ed inviando i tuoi contributi. Registrati qui.

- Organizza un evento nel tuo comune
* Organizza un evento, anche semplice, in occasione della Giornata Mondiale della Terra e comunicaci i dettagli, gli daremo tutta la visibilità che merita.

Ora passiamo all’azione!

Comunicaci la tua adesione all’iniziativa compilando il form presente in questa pagina


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23 set 08

Su youtube un video-shock, realizzato dalla McCann Erickson portoghese per conto della Quercus, ci invita a riflettere sul problema del riscaldamento terrestre.
Lo spot ritrae, in un imminente futuro, un orso polare, uno scimpanzé e un canguro che, stanchi di vivere in un habitat devastato, mettono fine alla loro difficile (r)esistenza.

 

thank’s Viralmente


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25 lug 08

Giovedì 24 luglio 2008 provincia pag. 23

SAN FELICE. Ad agosto l’esito del premio

Da una fontana sgorgherà acqua gassata
di Enrico Grazioli

San Felice del Benaco è un Comune virtuoso? La risposta è sì, ma quanto lo si saprà ad agosto quando sarà pubblicata la graduatoria della seconda edizione del “Premio nazionale Comuni a 5 stelle”.
Organizzata dall’”Associazione dei Comuni Virtuosi”, vi partecipano trentotto soggetti istituzionali che hanno presentato almeno un progetto per una della cinque categorie previste: gestione del territorio, impronta ecologica, mobilità, rifiuti, nuovi stili di vita.
IL COMUNE benacense è presente in tutte le categorie e i progetti sono numerosi. L’amministrazione guidata da Gianluigi Marsiletti nel 2007, assieme a un gruppo di cittadini, ha infatti sviluppato il progetto “Cambieresti?”, curato dall’assessore Simone Zuin.
L’obiettivo è sensibilizzare gli abitanti al cambiamento dei propri stili di vita con attenzione a cinque punti ritenuti fondamentali: risparmio idrico, risparmio energetico, consumo sostenibile, gestione rifiuti e mobilità sostenibile. .. continue reading ..


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4 apr 08

Un piano triennale per sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica nei confronti dei problemi climatici
Siamo troppo vicini ad un punto di non ritorno per non prendere in seria considerazione la questione ambientale. E lo sa bene il premio Nobel Al Gore che del suo impegno a favore della tutela del clima ne ha fatto una bandiera personale. Per questo l’ex vice presidente americano tramite Alliance for Climate Protection, l’associazione fondata nel 2006 per promuovere la sua causa contro il surriscaldamento globale lancierà un nuovo ambizioso piano triennale per la riduzione delle emissioni ad effetto serra, principale causa del surriscaldamento dell’atmosfera terrestre. La campagna si chiamerà “We” e combinerà vari spot pubblicitari su scala nazionale tramite televisione, stampa, radio e pubblicità on-line (sul sito web www.wecansolveit.org) a varie iniziative di informazione da parte di associazioni ambientaliste. Saranno spesi circa 300 milioni di dollari in tre anni e coinvolgerà oltre un milione di attivisti su cui ormai può contare l’Alliance for Climate Protection. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica statunitense sui pericoli dell’effetto serra e chiedere al governo e al Congresso di trovare soluzioni alla crisi del clima. “Noi possiamo risolvere la crisi climatica, ma ciò richiederà un impegno ed un cambiamento notevole da parte dell’opinione pubblica”, ha commentato Al Gore. “Le tecnologie esistono già, ma i nostri leader non hanno ancora la volontà politica per prendere le impegnative decisioni richieste. Quando i politici sentiranno il popolo americano richiedere a gran voce un cambiamento, dovranno ascoltarli”.

via rinnovabili.it


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19 mar 08

Nei nuovi dati dell’UNEP (United Nations Environment Programme) si legge che la velocità con cui si sciolgono alcuni dei ghiacciai montani in varie parti del mondo e’ raddoppiata negli ultimi anni. I dati sono stati raccolti ed esaminati dal WGMS (World Glacier Monitoring Service).
Non e’ un problema estetico o di spiccata sensibilità ambientale, Achim Steiner dell’UNEP ricorda che “milioni, se non miliardi di persone, dipendono direttamente o indirettamente da questi serbatoi naturali per le riserve di acqua potabile, l’irrigazione agricola o il funzionamento di industrie e la produzione di energia in momenti chiave dell’anno.”
In figura potete vedere il bilancio di massa, ovvero il rapporto tra accumulo e scioglimento di giacchio dal 1980 al 2006. In ordinata ci sono i mm w. e. ovvero i millimetri di acqua equivalente persi (in rosso) o guadagnati (in blu) in un anno. Mediamente, un metro di acqua equivalente corrisponde ad 1,1 metri di spessore del ghiaccio.
I ghiacciai che hanno mostrato lo scioglimento più evidente sono i nostri: ovvero quelli in Austria, Norvegia, Svezia, Italia, Spagna e Svizzera. Ecco che i dati, in cui si legge che la perdita media di spessore negli anni 1980-1999 era di 30 centimetri all’anno ed e’ arrivata a 50 cm/anno di media in questo secolo, assumono un chiaro significato economico.

fonte ecoblog


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8 mar 08

I paesi caraibici sono vittime del cambiamento climatico dovuto al riscaldamento globale provocato dai paesi industrializzati. In questi giorni sta finendo la stagione degli uragani, sempre più potenti e frequenti ed infatti mai come quest’anno la bella stagione è stata un periodo tanto atteso dalle popolazioni locali. Gli uragani sono solo uno dei problemi che affligge i “posti da cartolina” – inondazioni ed erosione costiera, intrusione di acqua salata nelle falde d’acqua dolce, cambiamenti nelle piogge con i seguenti imprevedibili periodi di siccità ed inondazioni sono problemi che riguardano anche i paesi della terraferma come Belize e Guyana.
Sommando le emissioni di tutti gli stati insulari del mondo non si arriva nemmeno all’1% del totale, mentre gli Stati Uniti troneggiano con il loro 30% di tutte le emissioni prodotte fino ad oggi e con il 20% annuo di nuove emissioni. La crescita economica cinese comporta un incremento del 25% dei gas nocivi prodotti. Questi due esempi lampanti dimostrano che i Caraibi e i loro paesaggi incontaminati pagano il prezzo del nostro sviluppo.
L’industria locale investe al 99% sul turismo, costituendo un indotto per 2 milioni di persone solo tra – ma la potenza di un uragano distrugge in una notte quello che si costruisce con parecchio tempo: costruire un albergo che non sia una mera colata di cemento richiede risorse finanziarie ed umane, oltre ad ulteriori investimenti nella pubblicità e nell’immagine. In presenza di esposizione a rischi catastrofi naturali, le imprese d’investimento fanno schizzare alle stelle i tassi d’interesse richiesti, rendendo inaccessibile alle popolazioni locali l’accesso al credito.
Anche gli altri settori (agricoltura, silvicoltura, pesca…) risentono dei cambiamenti climatici: gli sforzi del resto del mondo devono puntare alla salvaguardia di queste aree, che rischiano di scomparire o esser pesantemente compromesse. I diplomatici dei paesi coinvolti hanno provato ad avviare le pratiche di risarcimento ma seppur andranno in porto non potranno mai compensare la perdita di questi ecosistemi.
I maggiori partner commerciali dei Caraibi sono Europa (responsabile per il 14% delle emissioni annue) e Usa: se non capiremo che la sopravvivenza economica dei nostri clienti/fornitori caraibici dipende anche dal nostro comportamento, distruggeremo parte del mercato di riferimento delle nostre filiere produttive. Visto che il problema etico non riesce a scalfire le coscienze delle masse, speriamo almeno che ci possa riuscire il dio denaro.

Ecoblog via Antigua Sun


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