Le paludi

Martedì 21 febbraio ero tra il pubblico estasiato che ha potuto assistere alla presentazione del nuovo progetto di riqualificazione  dell’area Paludi. Si tratta di un’area incolta di circa 27 mila metri quadrati all’ingresso del comune di San Felice del Benaco.

L’area, che necessita effettivamente di un intervento, ha negli anni visto passare vari progettisti(1) che hanno tentato di definirne la destinazione d’uso. Molti soldi pubblici sono stati spesi senza che mai fossero avviati i lavori.

Anche con la giunta di Rosa Paolo, il discorso non è cambiato. A fine luglio 2011 l’amministrazione indice una gara per la scelta del progettista. Una gara, molto discussa per le tempistiche della sua apertura, che è stata vinta da uno studio delle Canarie: Palerm&Tabares De Nava Architectors SLP.

L’Architetto Palerm ci ha illustrato la sua  proposta per il nuovo centro polifunzionale e l’annesso parco pubblico. La filosofia che sta dietro alla sua idea mi è piaciuta molto perchè rispettosa del panorama e delle viste del territorio.

Mi è piaciuto così come mi piace “La Meridiana” di Vincent Van Gogh. Non puoi criticare ciò che gode di bellezza propria e di dona emozioni.

Il Sindaco ha ripetuto che per la realizzazione del nuovo polo l’amministrazione non si finanzierà con un nuovo mutuo, ma vendendo beni immobili già in possesso al Comune.

Lo ha ripetuto anche dopo il mio intervento in cui evidenziavo che documenti dell’amministrazione, datati poco meno di un mese fa, dicevano esattamente il contrario ovvero che sarebbe stato attivato un mutuo da un milione e mezzo di euro.

Ho preso atto che Rosa Paolo ha cambiato idea nell’ultimo mese. Del resto ci ha abituato a cose del genere. (2)

Se però vogliamo proprio dirla tutta, in realtà il Sindaco una piccola bugia l’ha detta durante l’incontro. Un mutuo già viene utilizzato per quest’opera. Il progetto è pagato per intero con un mutuo di oltre 150 mila euro. Se non ho sbagliato i conti ci costerà oltre 37.000 euro l’anno per cinque anni.

Va ricordato poi che l’opera costa 5,1 milioni di euro (poco meno di 10 miliardi di lirette che in numero si traduce in 10.000.000.000) a cui vanno aggiunte spese aggiunte come il piano idrogeologico fatto a luglio 2011 e  l’incarico ad un stimato professionista di San Felice per redigere il piano attuativo che dovrebbe finanziare in parte l’opera. Ma di certo non finirà qui.

Va detto poi che il Sindaco ha chiaramente spiegato che nel caso non ci fossero i soldi, la realizzazione dell’opera potrebbe slittare in avanti nel tempo.

Bene, detto questo auspico che Rosa Paolo apra un serio dibattito pubblico su alcuni temi che riguardano questa nuova opera faraonica:

- ci serve un’opera di questa entità e dimensione?

Non può bastare il fatto, come ci ricorda il sig. Rosa, che tutti i candidati avevano inserito nel proprio programma elettorale quest’opera. Le sfumature sul come farlo e dove sono evidenti e comunque ieri non è oggi e quindi il tutto si può tranquillamente mettere in discussione.

Mi piacerebbe capire se è stata fatta una seria stima d’utilizzo di infrastrutture come l’auditorium.

Vorrei capire poi chi gestirebbe l’utilizzo dell’auditorium ed in modo particolare come si è pensato di promuovere il turismo congressuale tanto sbandierato dal Sindaco al quale consiglio di andare a vedere le infrastrutture già presenti in Valtènesi per capire che questa è una strada non praticabile.

- ci possiamo permettere di sostenere una spesa di oltre 5 milioni di euro?

Non credo. Sinceramente la considero una spesa scellerata per un comune delle nostre dimensioni. Il Sindaco ha tenuto a ricordare che il nostro è un bilancio sano. Bene se è così vedremo come saranno utilizzati i proventi della Tassa di soggiorno.

Vorrei capire quali costi sono stati calcolati per la manutenzione e in modo particolare del verde. Come riusciremo a mantenere efficiente le strutture ed il parco?

Non sarà sufficiente svendere (perchè di questo si tratta caro Sindaco) (3) i beni immobili (4) per realizzare quest’opera. I conti non tornato.

Ritengo quest’opera inutile, ma considerando che il progetto ormai lo si dove fare e lo studio Palmer va pagato, faccio quindi una proposta concreta.

Si apra un dibattito sereno sul progetto mettendo all’ordine del giorno la discussione delle infrastrutture previste, il loro utilizzo e la loro manutenzione. Si discuta il progetto nel suo insieme affinché il risultato finale sia condiviso da maggioranza, opposizione, altre forze ed associazioni presenti sul territorio e, prima di tutto, dai cittadini.

Si divida il progetto in vari stralci realizzabili in modo autonomo senza che l’idea dell’insieme venga stravolta, permettendo così di affrontare la spesa in tempi diversi senza che l’opera sia l’ennesima incompiuta.

Si definisca una priorità tra le infrastrutture e quindi pianificare gli stralci su questa base. A mio avviso il primo stralcio dovrebbe riguardare la riqualificazione del parco.

Questa è una proposta concreta perché il tutto non si fermi nel pantano delle paludi. Attendo una risposta del Sindaco.

 

NOTE:

(1) con esclusione del Sindaco Marsiletti. In realtà con questa amministrazione era stato fatto fare un progetto di massima, dall’ufficio tecnico comunale, per richiedere i fondi per la realizzazione di infrastrutture sportive richieste dalla Scuola media. Fondi arrivati e persi dalla giunta Rosa.

(2) Ma Rosa Paolo non smette di stupirci e cambia idea nuovamente! Su segnalazione di Maurizio ho dato un’occhiata a questo servizio su Teletutto mandato in onda a meno di un giorno dalle dichiarazione fatte durante l’incontro pubblico:

L’amministrazione comunale desidera finanziare queste opere attraverso la vendita del patrimonio immobiliare considerato non strategico e attraverso i proventi del Piano di Governo del Territorio e l’accesso al credito.

Et voilà che i mutui ricompaiono così come erano scomparsi dopo essere comparsi.

(3) la fretta del sindaco già ci ha fatto perdere 125 mila euro nella vendita all’asta dell’ex casa Rubelli.

(4) Per bene immobile questa amministrazione intende anche la messa in vendita di terreni incolti trasformati in edificabili dal PGT. Procedura lecita ma politicamente discutibile.

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