Familink Travel – l’intervista

12 novembre 2012

Vorresti fare una bella vacanza con tutta la famiglia, ma la crisi ti attanaglia?
Vorresti visitare nuovi luoghi, lontano dai circuiti turistici classici e magari venendo a contatto diretto con chi vive in quelle località?
Allora Familink Travel fa per te. Un’agorà informatica dove le famiglie possono incontrarsi e scambiarsi o donare ospitalità. Abbiamo chiesto qualche informazione a riguardo a Riccardo Urbani, ideatore di questo nuovo modo di viaggiare.

Cos’è Familink Travel?
Familink Travel è la prima comunità dedicata alle famiglie in viaggio. Il cuore del progetto è l’incontro, la relazione tra famiglie. Questo incontro si declina in mille modi: organizzare le vacanze insieme, ospitare una famiglia, mandare i figli a imparare una lingua straniera presso un’altra famiglia residente all’estero, offrire la seconda casa per qualche giorno, ecc.

Come nasce l’idea di realizzare questo sito?
L’idea nasce dai nostri viaggi; ci siamo accorti che vivere e trascorrere del tempo con persone del posto rivela un paese che altrimenti rimane per molti versi sconosciuto: incontrando persone “locali” si scopre la vera realtà, quello che succede, si conoscono i veri luoghi di ritrovo, i prezzi reali, le spiagge o i posti di montagna vissuti dalla gente del posto, ecc. E’ un modo per entrare veramente nel cuore delle località e per essere in contatto con il paese reale.

A chi si rivolge?
Alla famiglia intesa nel senso più moderno del termine: coppie, genitori separati con figli, famiglie mononucleari e grandi famiglie, fino anche ad adulti che hanno avuto esperienza di famiglia e che ora sono single.

Puoi farci un esempio di come funziona?
Ti iscrivi e ti presenti, compilando i campi e inserendo delle foto. Poi, come in Facebook, puoi contattare altre famiglie socie del sito e muovere i primi passi che poi potranno sfociare in un incontro reale. Puoi cercare le persone sia usando il criterio geografico, sia usando i criteri delle passioni e degli stili di vita.

Perché dovremmo utilizzare Familink Travel?
Per molti motivi: La vacanza è low cost, vuoi mettere il risparmio rispetto ad una vacanza in albergo?
Considera poi che scopri il vero paese che visiti, fai nuove amicizie, è sicuro e mette in primo piano lo scambio – o meglio l’offrire – anziché il denaro.

Quanti utenti sono registrati?
Attualmente siamo in 70, in costante crescita. Abbiamo più di 1500 visite settimanali, il che significa che le famiglie stanno giustamente raccogliendo informazioni su Familink Travel per poi scegliere se iscriversi.

Ha dei costi?
Per i prossimi 3 mesi, il costo è di 1 euro, per famiglia per tutta la vita!!!!

Familink Travel può essere considerato un modo di fare Turismo Sostenibile e se sì, perché?
Assolutamente sì: vivere o fare le vacanze con altre famiglie significa che le spese sostenute rimangono in gran parte all’interno delle comunità locali.
Faccio un esempio: se vado a Buenos Aires, presso la famiglia Lorca, mangio da loro o in ristoranti tipici della città, acquisto merci da negozi locali insomma sostengo il mercato locale, non spendo i miei soldi in alberghi di grandi catene internazionali, non mangio nei centri vacanze, giro con mezzi locali.
Il consumo in famiglia è inferiore al consumo alberghiero e ci sono meno materiali di scarto (es. cellophane di protezione, pulizia delle stanze, …)
Avviarsi in questa direzione significa usare spazi già esistenti, non serve costruire nuovi edifici, villaggi vacanze, resorts,…

Pubblicato da Ambiente & Ambienti

spiegami perchè no a 250 mila euro

31 gennaio 2011

Leggo sul Bresciaoggi che l’ultima bozza del decreto legislativo sul fisco municipale darebbe alle amministrazioni di San Felice del Benaco la possibilità di imporre una tassa di soggiorno. Questa tassa può variare (ma le modalità non sono ancora definite) da 0,50€ a 3,00€.

Le associazioni degli operatori turistici sono insorte minacciano una serrata per il 17 marzo, giorno dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia.

Paolo Rossi, presidente di Federalberghi Lombardia, ci spiega il motivo principale:

Da noi il settore tiene però, a parità di presenze, sono calati i fatturati; abbiamo dovuto abbassare i prezzi e non possiamo certo rialzarli, visto che abbiamo, fra l’altro, l’Iva al 10%, la più cara d’Europa.

Proviamo a fare due conti e prendiamo come esempio una famiglia di 4 persone che decide di soggiornare per 10 notti a San Felice del Benaco dove è stata istituita, ipotiziamo, una tassa di soggiorno di 0,50€, la minima.

4 persone x 10 notti x 0,50€ = 20,00 €

Si tratta di un aggravio di 20,00 per una famiglia di 4 persone per una vacanza di 10 giorni. Sfido chiunque a dire che per questo incremento di costo (e non è scritto da nessuna parte che deve essere tutto a carico del turista) una famiglia rinuncia a far le ferie. Per cortesia siamo seri. Sinceramente, credo che i motivi della contrarietà alla tassa siano altri. Motivi molto più banali ma qui non riportabili.

Ma andiamo avanti. Per San Felice questa tassa porterebbe nelle casse del comune poco meno 250 mila euro all’anno. infatti, contando una media di 490/495 mila presenze annue questa è la cifra di cui potrebbero beneficiare i sanfeliciani. Infatti sono convinto che un referendum su questo tema vedrebbe tutti i miei concittadini d’accordo: che tassa sia.

Si aprono poi altre aspetti come ad esempio l’utilizzo di questo denaro e la capacità delle amministrazioni ad impiegarlo in modo intelligente, nonchè l’opportunità che questa tassa offre agli imprenditori turistici (e per carità specifico che non mi riferisco a quelli di San Felice altrimenti vien fuori un casino…) per ammoderanare ed aggiornare l’offerta ed infine una seria verifica sui turisti che sfruttano le seconde case o prime finte case. Ma questo è un altro discorso.

Il dibattito libero è aperto.