2 Ottobre 2026 – 22:53
Fotografare il banale, per me, è un buon allenamento.
Costringe a rallentare, a guardare meglio, a cercare qualcosa anche dove apparentemente non succede nulla. Un margine d’acqua, delle foglie, qualche variazione di colore: cose che normalmente passano inosservate.
Forse è proprio questo il punto. Non aspettare sempre qualcosa di straordinario, ma imparare a riconoscere ciò che merita uno sguardo anche dentro l’ordinario.
Perché, a volte, il difficile non è trovare una fotografia. È accorgersi che è già lì.