note fotografiche
Una fotografia, qualche riga.
Archivio: novembre 2026
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Un cappellino lasciato a terra. Nient’altro.
Non so chi l’abbia perso, né da quanto tempo sia lì. Ma proprio per questo mi interessa: un oggetto qualunque che, fuori dal suo posto, comincia a raccontare qualcosa.
A volte basta una piccola traccia per suggerire una presenza che non c’è più.
Ci sono immagini in cui le presenze sembrano parlarsi senza farlo davvero.
Due figure scolpite, due persone abbracciate, il lago davanti e la sera che arriva lentamente.
Mi ha colpito questo piccolo gioco di rimandi: ciò che è fermo sembra osservare ciò che vive, mentre ciò che vive, per un attimo, resta immobile.
A volte una fotografia nasce semplicemente da un equilibrio.
Una persona seduta, un albero, una vela lontana. Tre presenze separate, ma tenute insieme dallo stesso paesaggio.
Mi piace quando tutto sembra fermo, eppure basta guardare meglio per accorgersi che qualcosa continua a muoversi.


